Più che una manita nel risultato una mano aperta a schiaffo sulla faccia di Lopetegui. Il Barcellona liquida la partica dell’allenatore del Real Madrid, ex cittì della nazionale sequestrato con il solito rififì arrogante da Florentino Perez. Cinque gol nel clasico sono roba pesantissima, difficile, se non impossibile da digerire.
La prima volta del Var, la prima volta senza Ronaldo e Messi, è stata l’ultima volta di Lopetegui, umiliato e pure jellato quando il pallone calciato da Modric ha colpito il legno della porta catalana. Forse non sarebbe cambiato nulla, forse appena qualcosa ma è stato il segnale di fumo nero per la squadra bianca. Partita fallimentare del terzino Nacho che ha concesso a Jordi Alba di andare in vacanza sull’out e di costruire palle gol e occasioni cento, male i centrocampisti, inesistenti Benzema e Bale alla ricerca del Cristiano perduto mentre Messi, incappucciato in tribuna l’ha vissuta da tifoso antico, perché se è vero che il Barcellona riesce a giocare senza il suo fuoriclasse, come dimostrano le vittorie facili di champions league sull’Inter e di ieri al Camp Nou, non è affatto vero che il Madrid sia lo stesso senza Ronaldo.
Totale, Perez cerca un nuovo allenatore, radio Real riferisce che in corsa sono Solari, ex interista ed ex blanco ma con lui anche Antonio Conte che, dopo Londra ha voglia di rientrare fra le grandi. Il Real è decimo in classifica, da sistemare e rinsanguare nello spirito. Non è facile ma Conte sa fare questo e altro.
Tony Damascelli
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