Attualità

L’auto volante di Musk è ‘un palloncino pieno d’aria’: serve a distrarci da tutto il resto | Fabio Duranti e Giorgio Bianchi

Il Sud Italia è fermo da mesi per le proteste dei trasportatori, con ripercussioni su spedizioni e generi alimentari. Ne hanno parlato in diretta Fabio Duranti e Giorgio Bianchi, denunciando lo scarso spazio dedicato alla vicenda: nei giornali online la notizia compare tra la quinta e la decima posizione. In un paese civile chi rinuncia a lavoro e stipendio per protestare contro il carovita aprirebbe i telegiornali.

Al suo posto, le prime pagine si sono riempite dell’auto volante di Elon Musk. Duranti precisa di non avere nulla contro Musk né contro Tesla, ma definisce quella dimostrazione ‘un palloncino pieno d’aria’ che non arriverà mai sul mercato. Basta vedere come atterra il mezzo, spiega, per capire che non poteva pesare i due o tre tonnellate di un’auto vera. Una notizia da circo, che serve a vendere l’idea del futuro.

L’albero che nasconde la foresta

Il fotoreporter Giorgio Bianchi, chiamato in causa sul degrado dell’informazione, ricorda come il racconto mediatico sia sempre selettivo. Durante la pandemia le piazze erano trasversali, con operai, pensionati, imprenditori e studenti, ma le telecamere puntavano quasi solo sulle bandiere di Forza Nuova o sul personaggio più strampalato. Lo stesso vale per i raduni leghisti di Pontida, dove accanto all’uomo con l’elmo cornuto c’erano famiglie, artigiani e operai a cui nessuno dava la parola. Per raccontare un fenomeno, sostiene Bianchi, bisogna andare sul posto e parlare con la gente.

“La cometa passa quando lo diciamo noi”

Bianchi cita l’aneddoto di Baricco e della cometa Hale-Bopp: il direttore di Repubblica gli avrebbe risposto che la cometa passa quando lo decide il giornale. È la stampa che determina l’evento. Le proteste del Sud esistono solo se se ne parla, mentre quelle degli studenti al Nord diventano la protesta dei vandali, perché il riflettore va su chi spacca le vetrine.

Il vero problema

Alla domanda su quanti credano ancora ai media tradizionali, Bianchi risponde che il nodo è un altro: a prescindere da chi si creda, i media fissano i termini della discussione. I teppisti vanno puniti, ma senza un argine al disagio reale ‘prima o poi salta il tappo’. L’impotenza, priva di rappresentanza politica, rischia di sfociare nella violenza, e il potere risponderà con la repressione: i danni del liberismo lasciato a se stesso, conclude, si sono sempre risolti con ‘legge e ordine’.

Redazione

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