Una sola vittoria nelle ultime cinque giornate di campionato, lo 0-3 interno con la Lazio e un dopogara in cui Bremer alza la tensione con l’allenatore: “Siamo 11 giocatori più 5 cambi. Io non posso prendere in braccio tutti”. La Juventus di Spalletti attraversa giorni difficili sul campo e fuori. Al difensore brasiliano, che si è scusato, è stata inflitta una multa. All’indomani del pareggio di Europa League con il Rennes, ne parla in diretta ai nostri microfoni Luciano Moggi, ex direttore generale bianconero, che si sofferma anche su Napoli e Lazio.
“Gli avversari non erano eccelsi, ma c’è stato un miglioramento nel gioco. Discretamente bene il centravanti, Woltemade, che ha partecipato alla manovra ed è stato l’artefice dell’imbucata per il primo gol. Una squadra decente. Da lì a dire che è competitiva ce ne corre: subisce gol che non dovrebbe e ha difficoltà a farne. Il problema è in casa: giocando di rimessa è subordinata al gioco degli avversari, ma per vincere in casa bisogna fare la partita. Il centrocampo bisogna che si dia da fare per creare presupposti agli attaccanti per tirare in porta, cosa che purtroppo nella Juventus in questo momento non eccelle.“
“Prima di tutto bisogna conoscere lo spogliatoio: io purtroppo non lo conosco. Io ho sempre detto che la Juve è una squadra senza centrocampo, o meglio, senza centrocampisti che possono dare qualcosa in più per farla elevare di rendimento, soprattutto in casa. Perché voi se guardate quello che è successo alla Juve, ha vinto magari in trasferta l’anno scorso a Bergamo, poi è andata a pareggiare in casa e tra poco perdeva con il Verona, è andata praticamente a vincere a Lecce e ha pareggiato anche col Sassuolo in casa. Queste qui sono cose che dimostrano come una squadra non sappia fare la partita, e la Juventus sotto questo profilo è abbastanza indietro. Mentre invece giocando di rimessa certe volte fa anche dei risultati buoni, su questo non c’è dubbio, ma è legata al gioco degli avversari e magari anche un po’ di fortuna.
Locatelli, che è considerato un centrocampista, è più bravo a rompere il gioco che a fare il gioco. Yildiz, che dicono che era un centrocampista, è un esterno offensivo. Kolo Muani va avanti e indietro ma sempre di rimessa. Adesso ha messo anche questo centravanti che sostanzialmente è anche capace in certe maniere di legare con la squadra, ma non è un giocatore che può rendere competitiva all’improvviso una squadra. Hai Boga che è un mezzo attaccante, Conceicao che è un giocatore che ritarda il gioco, addirittura degli attaccanti, perché scarta troppi avversari prima di dare la palla, e segna anche poco. Quando ci sono queste condizioni, bisogna aspettare l’evento favorevole per segnare dei gol. Ed è l’evento favorevole soprattutto viene quando sei attaccato dall’avversario. Quando invece devi fare la partita, il problema è di costruzione dell’azione, che non è la cosa ideale per la Juventus.“
“Con questa squadra, calcisticamente, in panchina ci si può fare ben poco: non do colpe a Spalletti sul modo di giocare. Non è piacevole quello che è successo con Bremer, che incolpa avversari, compagni e soprattutto l’allenatore. Se a un giocatore del genere dai soltanto una multa anziché mandarlo in tribuna, vuol dire che accetti quello che succede. Sotto questo profilo critico molto Spalletti. In questo momento lui non è l’allenatore della Juventus, ma uno che sta nel gruppo e prende atto di quello che fanno i giocatori.“
“Sulla cessione del club non so niente. De Laurentiis è stanco di non vincere, più che della squadra. Le difficoltà di Allegri sono strane: la squadra ha risentito in autostima. Ho visto molto bene De Bruyne davanti alla difesa. Credo che il Napoli possa riprendersi e lottare per qualificarsi in Coppa dei Campioni, ma le posizioni in campo non le devono scegliere i giocatori: deve deciderle l’allenatore.“
“È qualcosa di miracoloso rispetto all’inizio del campionato, quando tutti la davano come una squadra che poteva anche retrocedere. È prima giocando bene, e il merito di Lotito e Fabiani c’è tutto. È una squadra di carattere, che si sacrifica dal primo all’ultimo minuto, anche nella riconquista della palla. Da non trascurare il merito di Gattuso: è credibile nello spogliatoio e tutti lo seguono. Oltre alle qualità tecniche, ha quella di non darsi mai per vinto.“
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