La Juve non va oltre il 2-2 in casa contro il Rennes, mantenendosi in alto nella classifica generale ma confermando che quello contro la Lazio era tutt’altro che un semplice blackout.
Tanto che i bianconeri in blackout ci vanno dopo essere andati in vantaggio con Celik, subendo due gol dai francesi e a ndando al riposo sotto di un gol, prima di rimettere in piedi la serata con un rigore di Woltemade e di vedersi strozzare in gola, a due minuti dalla fine, l’urlo del sorpasso.
Eppure l’avvio aveva raccontato tutt’altra partita.
Spalletti lancia per la prima volta dal primo minuto la coppia Woltemade-Kolo Muani, e il tedesco impiega cinque minuti a dargli ragione: pallone servito sulla corsa di Celik, che firma l’1-0 e sembra indirizzare la serata. Sembra, appunto. Il Rennes di Haise, sistemato con un 3-5-2 che nel primo quarto d’ora pare limitarsi ad aspettare, al primo affondo vero trova il pari: sponda di testa di Reynolds, Al-Tamari da due passi non perdona.
Da lì la Juve smarrisce il filo. Gatti sfiora il gol e poco dopo si fa ammonire per un contatto con Samba sul rinvio, McKennie alla mezz’ora stampa il pallone sul palo, ed è l’ultimo segnale di vita prima del buio. A ridosso dell’intervallo Douglas Luiz, finito a terra in area, tocca il pallone con il braccio: rigore. Dal dischetto va Boulaye Dia, uno che la Serie A la conosce bene dai tempi della Lazio, e spiazza Vicario. Si va negli spogliatoi sull’1-2, con lo Stadium che non ha bisogno di traduzioni per farsi capire.
La ripresa la cambia la panchina. Entra Nico Gonzalez, che porta la verticalità mancata per quarantacinque minuti e si procura il rigore del pari. Woltemade lo calcia centrale mentre Samba si tuffa sulla sua sinistra: 2-2 al 67′ e terzo gol in tre gare europee per il tedesco, un avvio che in bianconero, nelle grandi coppe, era riuscito soltanto a Roberto Baggio nel 1990 e a Darko Kovacevic nel 1999.
Il finale è un assalto. All’88′, sugli sviluppi di una punizione, il pallone resta lì e Lucumí lo gira di mancino senza nemmeno guardare la porta, con la deviazione di Aït Boudlal che beffa Samba. Lo Stadium esplode, poi si ammutolisce: il Var segnala Kolo Muani in fuorigioco attivo e il gol viene annullato.
In classifica la Juve sale a sette punti e resta nel gruppo di testa della League Phase, ma il conto più salato non è quello dei punti lasciati per strada. Dopo lo 0-3 con la Lazio, la serata contro il Rennes consegna l’immagine di una squadra che va in crisi appena la partita smette di seguire il copione, e che per rimettersi in carreggiata ha bisogno ogni volta di un cambio dalla panchina, quasi non ci fossero motivazioni per risollevare una serata o una stagione già storta.
Dopo i disordini del 17 e 18 ottobre nel centro di Milano, il ministro della…
Colonne di tir ai caselli, trattori davanti ai depositi di carburante, varchi portuali bloccati. Dall’11 ottobre trattori e mezzi…
RODRIGUEZ: "QUESTO È UN ANNO SENZA RITORNO..." - La Virtus Roma è sola in testa…
Palazzo Chigi smentisce la prima pagina del Fatto Quotidiano di oggi, secondo cui alla sede…
“Una guerra di aggressione non provocata”: così il segretario generale della Nato Mark Rutte ha…
Una incontenibile ondata di proteste senza fine ha invaso letteralmente nei giorni scorsi la Francia,…