Merita di essere celermente commentato un video recentemente apparso sulla rete Facebook del rustico Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e non nuovo a uscite funamboliche e rocambolesche. Ha detto il Bandecchi che, cito, “i traditori italiani devono essere fucilati”. Con questa espressione macabra alludeva espressamente a quegli italiani che non si schierano a spada tratta con l’Ucraina del guitto di Kiev, Zelensky. Si è poi il Bandecchi prodigato in frasi quintessenzialmente demenziali, appellando in maniera irripetibile i russi e asserendo che essi sono da sempre i suoi nemici. Come se non bastasse, il Bandecchi ha asserito che sono sacrosante, sic, le armi inviate a Kiev.
Insomma, si è trattato di uno show delirante, che di per sé sarebbe privo di significato, se non rappresentasse, sia pure in forma iperbolica, l’odierna russofobia propagata ad arte dal circo mediatico e dal clero intellettuale di completamento dell’odierno sistema capitalistico americano-centrico. Non bastava quindi la censura contro Dostoevskij e non bastava neppure l’ostracizzazione dei direttori d’orchestra russi. Adesso arriva anche, dulcis in fundo, chi si spinge a sostenere l’esigenza di fucilare i traditori e di portare la tensione con la Russia di Putin fino al suo grado massimo, magari facendola anche culminare in una vera e propria guerra. Come peraltro l’Unione Europea sembra voler fare a tutti i costi.
Sotto questo riguardo le parole di Bandecchi, tengo a precisare, non sono di per sé significative, ma lo diventano nella misura in cui ci restituiscono, in forma amplificata e certo grottesca, le posizioni generali oggi imperanti nell’Unione Europea. Voglio dire la Stimmung, la sensazione, lo stato d’animo generale che oggi si registra in tutta l’Europa. Uno stato d’animo che, ampiamente manipolato dall’ordine discorsivo dominante, vuole far sì che gli italiani odino la Russia e amino senza riserve l’Ucraina del guitto di Kiev. Si tratta con tutta evidenza di una parabola propagandistica non trascurabile.
E deve oltretutto destare qualche riflessione il fatto che non ci si limiti genericamente a puntare il dito contro la Russia di Putin, ma di più si dica a tambur battente che essa è “pronta a invadere l’Europa”. Con l’obiettivo, sia chiaro, di preparare l’opinione pubblica a una possibile guerra contro la Russia di Putin, fingendo però che sia la Russia a volerla, come invece non è. Noi sappiamo infatti che a volere questa guerra è soprattutto l’Unione Europea, che già da tempo sta facendo di tutto per occasionarla.
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