Il Mondiale non è più quello di venti, trenta o quarant’anni fa. Non è più una manifestazione ristretta, riservata quasi esclusivamente alle grandi potenze storiche del calcio. È diventato un evento enorme, mastodontico, globale. Una competizione che non può più essere giudicata soltanto con gli occhi dell’Europa, e tantomeno con quelli dell’Italia. Questa la tesi di Massimo Franchi che a Radio Radio lo SPort si scontra dialetticamente con Stefano Agresti
Il punto del Vicedirettore della Gazzetta dello Sport è legato allo stravolgimento del gioco per favorire spettacolo ma soprattutto sponsor: “sono tutte novità che portano degli introiti alla FIFA e che penalizzano lo spettacolo, cambiano l’anima del gioco del calcio. Come cambiano l’anima del gioco del calcio? Il calcio è diventato uno sport a quattro tempi, non più a due, esattamente come il basket.”.
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