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“Elezioni in Ungheria: ora è ufficiale, siamo ufficialmente nella post-democrazia” | Con Boni Castellane

In Ungheria abbiamo assistito qualche giorno fa a un vero e proprio terremoto politico: si tratta di un cambiamento davvero significativo. 

Dopo 16 anni, si chiude ufficialmente in Ungheria il governo di Viktor Orban che negli anni Novanta prendeva la guida del partito Fidesz prima di ottenere una grandissima maggioranza nel 2010, quando ha inizio quello che lui stesso definisce uno “Stato illiberale”.

Orban, alle elezioni di domenica 12 aprile, si è arreso in maniera netta e inequivocabile a Peter Magyar, che si appresta a guidare il Paese con una supermaggioranza dei due terzi dei seggi nel Parlamento. Uno scossone importantissimo, che rischia di avere ripercussioni non solo in Ungheria ma anche all’interno dell’Unione Europea.

 

A fare chiarezza su quanto accaduto a Budapest ci pensa l’editorialista del quotidiano ‘La Verità‘, Bonifacio Castellane, che ha detto la sua in diretta a ‘Radio Radio TV‘: “Esultanza della sinistra italiana per la vittoria della destra in Ungheria? In effetti, fa abbastanza specie vedere esponenti di estrema sinistra e di sinistra esultare per un Parlamento che per il 97% è di destra e per il 3% è di centro. La sinistra in Ungheria prende circa l’1,1% e 0 seggi. Tutta la sinistra in Europa, dalla Spagna all’Italia passando per Francia e Germania, esulta perché se n’è andato il cattivone Orban. Siamo di fronte a dei miopi, a gente che non è capace di fare un’analisi politica, o si tratta di qualcosa di diverso? Per me si tratta di ingenuità, di confessione: stanno dicendo che i contenuti politici sono stati superati, non sono più così importanti. Magyar, uomo di destra, non è anti-UE: questa è l’unica e sostanziale differenza rispetto al passato. Perché la sinistra italiana esulta se al posto di Orban arriva un altro fascista? Perché Magyar consente a un determinato apparato di agire in maniera indisturbata, per cui va bene anche se saranno completamente proibiti i gay pride. Orban e Magyar non sono così diversi politicamente. Uno aveva un atteggiamento diverso nei confronti del parastato, l’altro invece lascia correre quelli che sono i canali secondari che reggono lo Stato oggi. Stiamo ammettendo che stiamo nella post-democrazia, questo è il rischio. L’importante è che arrivi uno che lasci governare le élite”.

Castellane, poi, aggiunge: “Ma la domanda sorge ora spontanea: l’Unione Europa ha un futuro? Questo è il grande quesito. Una cosa è certa: così com’è oggi, l’UE non può stare più in piedi. ‘Superiamo l’unanimità’ detto da Ursula von der Leyen significa che la democrazia è a rischio. Bisogna chiedersi fino a che punto abbiano ancora senso oggi queste istituzioni quando Stati Uniti, Russia e Cina stanno completamente riscrivendo quello che viene definito oggi il multipolarismo”.

Giacomo Auriemma

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