Viviamo in un’epoca nella quale siamo continuamente invitati a considerare ciò che possediamo come la misura del nostro valore. Denaro, beni, successo, carriera, visibilità: sono questi, apparentemente, gli indicatori attraverso i quali siamo abituati a misurare la nostra ricchezza. Eppure esiste una ricchezza molto più profonda, invisibile e non quantificabile: il tempo. Questa la base della riflessione del filosofo Diego Fusaro, espresse all’interno di “Un Giorno Speciale”. Fusaro invita a recuperare una dimensione oggi sempre più trascurata: la capacità di essere realmente padroni del proprio tempo e, di conseguenza, della propria vita. Pensare con la propria testa è centrale. La riflessione sul tempo infatti si inserisce, innanzitutto, in una considerazione più ampia sullo spirito critico. Mantenere vivo lo spirito critico significa, prima di tutto, conservare la capacità di pensare con la propria testa.
Non significa necessariamente avere sempre ragione. Significa, piuttosto, essere disposti anche a sbagliare seguendo però la propria ragione, il proprio logos, invece di adeguarsi passivamente a ciò che viene presentato come pensiero dominante. In una società nella quale l’opinione pubblica è sottoposta a una continua pressione comunicativa e mediatica, pensare autonomamente diventa dunque un esercizio di libertà. Ed è proprio quando cominciamo a pensare autonomamente che possiamo accorgerci di quanto poco controllo abbiamo su una delle risorse più preziose che possediamo: il nostro tempo.
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