La novità degna di rilievo è che, al cospetto della grande crisi petrolifera innescata dalla guerra in Iran, gli USA di Donald Trump autorizzano, bontà loro, l’Europa ad acquistare il petrolio russo. Sono infatti state rimosse le sanzioni.
E però il guitto di Kiev, l’attore NATO con la N maiuscola Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, non ci sta e minaccia direttamente l’Europa: non comprate il greggio dalla Russia.
Sicché la situazione si configura come letteralmente surreale per più ragioni, che debbono essere messe in evidenza.
Anzitutto è surreale per la subalternità atavica dell’Europa, totalmente sottomessa a Washington e, dunque, nelle condizioni di poter acquistare il petrolio dalla Russia se e solo se la civiltà del dollaro generosamente lo consente. Come se non bastasse, l’Europa risulta attualmente sottomessa al guitto di Kiev, l’attore NATO con la N maiuscola Zelensky, il quale ancora una volta si permette di dettare legge e di imporre in maniera impertinente all’Europa la linea da seguire.
Diciamolo apertis verbis: la situazione farebbe ridere se solo non facesse piangere. Lungi dal costituire l’unificazione dell’Europa e il suo costituirsi in potenza autonoma e sovrana, l’Unione Europea ha sic et simpliciter rinsaldato la subalternità del Vecchio Continente al suo storico padrone a stelle e strisce, configurandosi a tutti gli effetti come una tecnocrazia depressiva e repressiva che stritola i popoli europei e senza pietà colpisce le classi lavoratrici e i ceti medi di tutta Europa.
Anche alla luce di queste recenti vicende, che non oso non definire demenziali, possiamo ribadire senza ambagi e senza perifrasi edulcoranti che l’Unione Europea è oggi un treno in corsa verso l’abisso, un tempio vuoto che santifica il turbo-capitalismo finanziario e l’imperialismo assassino di Usraele. L’Unione Europea, è superfluo rammemorarlo, non tutela gli interessi dei popoli europei, ma sempre e solo quelli del capitale finanziario e dell’imperialismo di Usraele. Ecco perché oggi, una volta di più, chi realmente ami la storia dell’Europa non può che avversare l’Unione Europea, che di quella nobile storia è la più perversa negazione.
Sicché non si tratta di salvare l’Unione Europea e l’euro a ogni costo, come disse l’unto dai mercati Mario Draghi.
Si tratta, semmai, di salvarsi dall’euro e dall’Unione Europea a ogni costo, prima che sia troppo tardi, prima che abbia inizio la lunga notte che non ha mattino.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro
Un’infezione che sembrava archiviata tra le emergenze del passato sta tornando a circolare con intensità…
Dall’entusiasmo al silenzio. Dalla spinta del pubblico al vuoto sugli spalti. L’Olimpico si prepara ancora…
Sinner potrebbe prendere una clamorosa decisione nelle prossime settimane: a rischio la sua partecipazione. La…
Aggiornamenti importantissimi in vista della super sfida tra Inter e Roma in programma domenica: le…
Domenica 29 marzo, a poche ore dopo l’insediamento ufficiale, il neosindaco di Carcassonne, in Francia,…