Un’aggressione violenta, ripetuta e secondo la vittima non casuale quella subita da Bianca Leonardi, giornalista della trasmissione FarWest di Rai 3, durante la manifestazione in sostegno del centro sociale Askatasuna a Torino. Leonardi si trovava all’interno del corteo insieme alla troupe del programma condotto da Salvo Sottile quando è stata improvvisamente presa di mira da un gruppo di manifestanti. “Eravamo in mezzo al corteo, non nel momento finale di guerriglia. Era ancora giorno, al tramonto”, ha raccontato la giornalista. In mano aveva una piccola telecamera, mentre i suoi operatori utilizzavano attrezzature professionali più evidenti. “Da dietro mi hanno assaltata perché non volevano che riprendessi. Prima spinte, poi schiaffi e calci. Mi hanno rubato la telecamera”. L’aggressione non si è fermata lì. Anche l’operatore che l’ha raggiunta è stato colpito: “Gli hanno aperto lo zaino con tutto il materiale tecnico, distruggendo microfoni e trasmettitori. Ci hanno continuato a colpire per farci uscire dal corteo”.
Leonardi ha riportato un forte dolore alla spalla ed è stata costretta a fermarsi, ma il gruppo non ha desistito: “Ci hanno seguiti ovunque. Appena ci hanno rivisti, hanno ricominciato con calci e inseguimenti”. Secondo la redazione di FarWest, l’episodio potrebbe non essere stato casuale. “Crediamo che sia stato un attacco mirato”, ha spiegato Leonardi, ricordando l’inchiesta realizzata a dicembre su Askatasuna, il centro sociale torinese. «Eravamo riusciti a documentare che lo stabile era ancora occupato e utilizzato, nonostante le dichiarazioni ufficiali. Il fatto che abbiano colpito me, con una telecamera piccola, e non altre troupe con mezzi più grandi, fa pensare che sapessero chi fossi”. Un’ipotesi rafforzata dal fatto che, nei giorni successivi, Askatasuna abbia rivendicato quanto accaduto: “Hanno detto chiaramente: non infiltrati, siamo noi. Questo dovrebbe far riflettere, perché così si vanifica anche il diritto di chi vuole manifestare pacificamente”.
La giornalista ha poi raccontato il clima di forte tensione che ha caratterizzato l’intera giornata, culminata con scontri e incendi. “Vedere blindati bruciare è stata una sensazione surreale. Ho visto anche la stanchezza e lo smarrimento sui volti delle forze dell’ordine, presenti dall’alba alla sera”. Il corteo, inizialmente organizzato in tre percorsi distinti, si è poi ricompattato e ha deviato dal tragitto autorizzato, passando davanti allo stabile di Askatasuna. Nei giorni successivi all’aggressione, Bianca Leonardi e Salvo Sottile sono stati ricevuti a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ci ha espresso solidarietà, ma soprattutto ha posto l’accento sulla sicurezza e sulla libera informazione. Sono due pilastri della democrazia e devono essere tutelati sempre”, ha dichiarato la giornalista. Sul tema della prevenzione e del dibattito politico in corso, Leonardi ha ammesso che i segnali di tensione erano noti: “Tutti ci aspettavamo che potesse succedere qualcosa. C’erano slogan minacciosi, si parlava di alzare l’asticella dello scontro. Forse si poteva fare di più, ma oggi le forze dell’ordine hanno spesso le mani legate”.
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