Politica

Cosa c’è dietro la frase dell’Ammiraglio Cavo Dragone sull’aggressione della NATO alla Russia

“La Nato potrebbe compiere ai danni della Russia una aggressione preventiva”. Lo ha recentemente dichiarato al Financial Times l’ammiraglio Cavo Dragone. Proprio ora che sembrava si fosse trovato un possibile accordo tra Stati Uniti e Russia in relazione alla guerra d’Ucraina, la Nato ammette candidamente la possibilità di una guerra preventiva contro la Russia. La guerra preventiva risulta oltretutto uno degli strumenti bellici più infami, uno strumento bellico mediante il quale si finge di intraprendere un’azione difensiva nell’atto stesso con cui si aggredisce un altro Stato, giudicato pericoloso e in procinto di aggredire a propria volta. In maniera classicamente orwelliana si fa passare l’attacco per difesa. Ciò oltretutto si inquadra perfettamente nel regime discorsivo demenziale manicomiale folle a cui ormai siamo abituati da anni.

Quel registro narrativo secondo cui la Russia di Putin si accinge a invadere l’Europa e dunque occorre riarmarsi fino ai denti, secondo il piano assurdo del Re-arm Europe, e Dulcis in fundo e dopo compiere un’aggressione preventiva ai danni della Russia stessa. In ogni caso con l’emersione di questa sconvolgente verità appare con adamantino profilo quanto già dicevamo da tempo e cioè che la guerra d’Ucraina è in realtà, se letta in trasparenza, la guerra che l’occidente a trazione atlantista ha dichiarato alla Russia di Putin. Utilizzando l’Ucraina del guitto di Kiev e attore nato con la N maiuscola Zelensky come mero instrumentum belli, come marionetta telecomandata buona solo a generare il conflitto. Fin dagli anni 90, d’altro canto, la NATO si è indebitamente allargata negli spazi post-sovietici mettendo a profitto la situazione prodottasi con l’ingloriosa implosione dell’Unione Sovietica e con gli ignobili interregni di Gorbaciov e di Yeltsin. L’obiettivo è quello di prendersi la Russia, normalizzarla in senso liberale atlantista, debitalizzarne ogni velleità di sovranità e di resistenza. Sia quel che sia deve essere chiaro al di là di ogni ragionevole dubbio che la NATO non ha a con la Serbia, con l’Iraq o con la Libia, ma con una potenza mondiale sovrana militarmente ed economicamente e oltretutto appoggiata direttamente dal dragone cinese.

Come si suol dire Putin venderà cara la pelle e la Russia difenderà fino in fondo la propria autonomia rispetto alle mire neobarbariche della libido dominandi della civiltà del dollaro. La pulsione autodistruttiva dell’Occidente, anzi dell’Uccidente liberale atlantista, si manifestano ormai in forma eclatante tragicomica e grottesca. Questo è l’odierno Occidente, il tempio del nulla, l’orizzonte del vuoto che si fa esteso quanto il pianeta.

Diego Fusaro

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