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Attualità

Putin dilaga o è Kiev ad avere l’acqua alla gola? Giorgio Bianchi smonta la narrativa occidentale

Torna al centro del dibattito mediatico la questione del sostegno europeo all’Ucraina. La narrativa dominante degli ultimi mesi ha evidenziato una Russia in difficoltà economica e militare ma la realtà è ben altro. Infatti, sembrerebbe essere Kiev a trovarsi in una condizione sempre più fragile e precaria, sotto vari punti di vista.

Interessi industriali

Secondo queste interpretazioni, la stampa occidentale avrebbe inizialmente descritto una Russia indebolita da sanzioni, carenze tecnologiche e difficoltà produttive. Oggi, però, alcuni editoriali europei parlano apertamente di un’Unione Europea ‘davanti a un bivio’ e della necessità di nuovi aiuti all’Ucraina per evitare un’ulteriore avanzata russa.
L’ipotesi di un nuovo pacchetto di finanziamenti pluriennali all’Ucraina porterebbe a un prolungarsi di un conflitto già in atto. Siamo sicuri che questa sia la strategia giusta o si stanno inseguendo – di nuovo – interessi industriali anche a costo di mettere in difficoltà il popolo?

La questione, punto per punto

Giorgio Bianchi interviene in diretta sul caso: “Partiamo dal fatto che la Russia quei territori neanche li voleva. Chiedeva solo che fossero rispettati gli accordi di Minsk: autonomia speciale, come accadde per il Trentino-Alto Adige con Moro. Autonomia linguistica, religiosa. Io quella gente l’ho frequentata per dieci anni: all’inizio nessuno voleva entrare a far parte della Russia. Volevano indietro il loro paese com’era prima del colpo di Stato: neutrale e in equilibrio tra Occidente e Russia”.

Non manca il riferimento alla stampa e alle perpetue incoerenze di alcune testate: “L’articolo del Corriere della Sera che hai mostrato è firmato da Federico Fubini. Lo stesso che pochi mesi fa, a ‘Otto e mezzo’, diceva che la Russia era allo stremo: niente carri armati, arruolavano senzatetto, andavano all’assalto con i motorini. Da maggio a oggi cos’è cambiato? Ce lo dovrebbe spiegare”.

Tema altrettanto centrale è la corruzione in Ucraina, riconosciuta anche da esponenti favorevoli al sostegno militare. Le critiche si sono intensificate dopo nuovi scandali interni segnalati nelle ultime settimane. Secondo i detrattori dei nuovi aiuti, l’assenza di adeguati controlli sugli aiuti economici e militari mette in discussione l’efficacia e la trasparenza dell’intero intervento occidentale, mentre la Commissione Europea valuta ulteriori stanziamenti: “Oggi vediamo un piano di riarmo da 6.800 miliardi: non ci sono risorse per le forze dell’ordine, per le famiglie, per le imprese. Paghiamo il gas e l’energia tre o quattro volte più del dovuto, tutto per far contento Zelensky che raccoglie soldi e favorisce i suoi amici con spese faraoniche e contratti miliardari per aerei da combattimento (umiliati poi dai cinesi)”.

Fabio Duranti

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