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Nuova profezia di Von der Leyen sull’Ucraina: la propaganda contro la Russia non conosce tregua

Recentemente la signora Ursula von der Leyen, vestale dei mercati apolidi e sacerdotessa del turbo capitale, ha solennemente dichiarato che è destinato a fallire il tentativo russo di piegare l’Ucraina con l’operazione invernale in atto. Non è chiaro su quali basi esattamente la signora von der Leyen si avventuri a fare queste profezie. Quel che è certo comunque, al di là di ogni ragionevole dubbio, è che dette profezie si iscrivono a tutti gli effetti nell’orizzonte del regime discorsivo, o meglio propagandistico, dell’Europa e dell’Occidente, meglio dell’Uccidente liberale atlantista.

Lo stesso regime discorsivo che, per inciso, dava spacciata la Russia in poco tempo, nel febbraio del 2022. Oltretutto sarebbe duopo che l’Europa badasse a se stessa, anziché preoccuparsi sempre di nuovo per la Russia di Putin. Se infatti la Russia appare oggi più baldanzosa e ringalluzzita che mai, ben diversamente stanno le cose per quel che concerne l’Europa, treno in corsa verso l’abisso, tempio vuoto che santifica il turbocapitalismo borderless.

Con una mossa strategica davvero geniale, l’Europa si è condannata al ruolo di semplice serva sciocca di Washington, interrompendo le buone relazioni commerciali che intratteneva con la Russia, ad esempio in relazione alle forniture di gas. Il regime discorsivo e propagandistico dell’Europa appare ogni giorno più mortificante e demenziale, inutile negarlo. Ancora su La Stampa di Torino, quotidiano sabaudo, che i cittadini di Torino malignamente chiamano la busiarda, si spiegava pochi giorni fa che Putin ha finito i soldi ai soldati.

Qualche anno fa si diceva addirittura che i soldati russi, avendo finito i proiettili, erano condannati a combattere con le pale e su diverse testate si diceva nei giorni scorsi che i russi erano entrati a Pokrovsk grazie alla nebbia. Come a dire, l’esercito ucraino è sfortunato, se solo non vi fosse la nebbia potrebbe tener testa i russi e chissà magari ci spiegheranno anche che la nebbia è stata creata ad arte da Vladimir Putin, lo zar rosso temuto dall’occidente. Per inciso, ieri mattina c’era parecchia nebbia anche qui a Milano e per un attimo ho temuto potessero arrivare le milizie russe a invadere la città.

Per non parlare poi di un recente articolo di Maurizio Molinari che, dalle colonne di Repubblica, rotocalco turbomondialista e voce del padronato cosmopolitico, spiega con solerzia quali sono le mire della Russia sull’Europa, come se appunto fosse la Russia di Putin a cercare la guerra con l’Europa e non l’Europa a provocare in ogni modo la Russia, aspirando a trovare finalmente il La cosa sorprendente comunque a conti fatti è che ancora molti capita in sanabilia seguitino a prestare ascolto a questa narrazione fumettistica e manicomiale. Questo è l’aspetto più inquietante a onor del vero.

Diego Fusaro

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