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Calcio

Juventus, Tether entra nel board ma Elkann blinda il controllo ▷ Damascelli: “Debito Agghiacciante”

A Torino, l’assemblea dei soci della Juventus si è chiusa dopo sette ore di confronto, tra analisi contabili, tensioni sulla governance e la riaffermazione del controllo saldissimo della famiglia Agnelli sul club.

Con il 99,98% dei voti a favore, è stato approvato il bilancio al 30 giugno 2025, che registra una perdita di 58 milioni di euro, un miglioramento rispetto all’anno precedente, ma ancora lontano dal pareggio operativo.

Nel frattempo, il board si rinnova con l’ingresso di Damien Comolli, dirigente di lungo corso nel calcio internazionale, destinato a diventare amministratore delegato nei prossimi giorni, e con la delega agli amministratori per un aumento di capitale fino a 110 milioni, previsto all’inizio del 2026.

Ma la vera novità è stata politico-finanziario: l’arrivo di Tether, colosso mondiale delle criptovalute, con l’11,5% del capitale (pari al 7% dei diritti di voto) ha introdotto nella storia bianconera un nuovo tipo di azionista — attivo, visibile, e soprattutto ambizioso.

ll board della Juventus continuerà a essere presieduto da Gianluca Ferrero e insieme a lui siederanno, fra gli altri, Antonio Bellini (Lvmh), Guido de Boer (direttore finanziario di Exor) e Damien Comolli. Quest’ultimo sarà il nuovo amministratore delegato della Juventus, subentrando a Maurizio Scanavino.

Elkann chiude la porta ad ogni possibile cessione

In parallelo ai lavori assembleari, John Elkann, CEO di Exor (holding di controllo con il 63,8% delle azioni), ha scelto Reuters per lanciare un messaggio chiaro ai mercati e agli stakeholder:

“Restiamo pienamente impegnati con la Juventus e siamo orgogliosi di esserne azionisti di riferimento da oltre un secolo. Siamo, e siamo sempre stati, aperti a idee costruttive da parte di tutti coloro che condividono la nostra passione e la nostra ambizione per il club.”

Tradotto: nessuna cessione di quote, nessuna apertura al ridimensionamento del controllo familiare. Elkann ribadisce il principio guida della gestione Exor — indipendenza strategica, disciplina finanziaria e continuità industriale — applicato anche al calcio. L’obiettivo resta quello di consolidare la Juventus come società sostenibile sul piano economico e competitiva su quello sportivo, secondo una logica che intreccia governance e performance.

Tether, investitore attivo ma isolato

Tether ha tentato di imprimere un cambio di passo: due seggi nel CdA, anticipo della discussione sull’aumento di capitale e diritto d’opzione per i soci di minoranza. Tutte proposte respinte, con solo l’8% dei voti a favore (il 7% proveniente da Tether stessa e un 1% residuale da altri piccoli soci).

Il messaggio politico è chiaro: la Juventus resta una public company ma il potere effettivo rimane concentrato nelle mani di ExorNel suo comunicato post-assemblea, Tether non ha nascosto un piccolo moto di irritazione: “Il risultato odierno evidenzia le sfide in corso nell’attuale struttura di governance del club e la sua riluttanza a interagire in modo trasparente con i tifosi e gli azionisti di minoranza.”

L’azienda leader nel settore delle criptovalute, fondata dagli imprenditori italiani Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, ha ottenuto l’elezione di un suo candidato nel board del club. A rappresentare Tether sarà l’odontoiatra Francesco Garino.

Ferrero e la dimensione industriale della gestione

Nel confronto assembleare, il presidente Gianluca Ferrero ha tenuto la linea della responsabilità: “Ci stiamo mettendo la faccia”, ha dichiarato rispondendo alle critiche dei piccoli azionisti. Ha confermato la chiusura definitiva dei procedimenti penali legati ai bilanci 2019-2021 e l’assenza di ulteriori indagini sul 2022, sottolineando come “la vicenda giudiziaria sia definitivamente archiviata”.

Sul fronte europeo, il CFO Stefano Cerrato ha chiarito la posizione della società rispetto ai parametri UEFA: la Juventus ha rispettato il squad cost ratio nel 2024 e prevede di farlo anche nel 2025, mentre eventuali sanzioni economiche legate alla football earning rule sarebbero “modeste e non di natura sportiva”.

Redazione

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