Attualità

Ancora Zelensky, ancora un pianto greco (e questa volta ce l’ha con tutti noi)

Il “guitto di Kiev”, come viene definito l’attore Zelensky, continua a recitare la sua parte, ormai sempre più distante dalla realtà. Prodotto in vitro, che sia frutto di Washington o di Hollywood, Zelensky si è calato nel ruolo che più gli si addice: quello di un attore di seconda classe. Ora, sta mettendo in scena una tragedia greca, lamentandosi pubblicamente e accoratamente del fatto che i suoi alleati non supportano l’Ucraina come vorrebbe.

La realtà della guerra

Le cose, però, stanno andando in modo ben diverso rispetto alle aspettative di Zelensky e dei suoi sostenitori. Contrariamente a quanto annunciato dai professionisti dell’informazione, che avevano predetto la rapida caduta della Russia, il paese di Putin non solo resiste, ma sembra più forte che mai, sia economicamente che militarmente. La Russia sta ampliando le sue relazioni internazionali, mentre l’Ucraina e l’Occidente sembrano sempre più in difficoltà. Recentemente, la Russia ha abbattuto ben 250 droni ucraini, un ulteriore segno di forza.

La difficoltà dell’Occidente

Nel frattempo, l’Ucraina di Zelensky, l’Unione Europea di Bruxelles e gli Stati Uniti sembrano sprofondare sempre più. L’Occidente, e in particolare l’area liberal-atlantista, appare come un Titanic che affonda lentamente, mentre la Russia naviga spedita verso nuovi orizzonti. “Ventis secundis”, come direbbero i latini, con i venti favorevoli, la Russia sta avanzando con determinazione, mentre i suoi avversari si trovano sempre più in difficoltà.

Le vere intenzioni di Zelensky

Ciò che appare evidente, al di là di ogni dubbio, è che Zelensky non desidera la pace. Un eventuale accordo di cessate il fuoco lo costringerebbe a rispondere delle proprie azioni al popolo ucraino, e il giudizio non sarebbe sicuramente favorevole. I popoli, infatti, non perdonano a chi li governa la guerra e la devastazione del loro paese. Zelensky, purtroppo, sembra pronto a sacrificare l’Ucraina e il suo popolo sull’altare dell’imperialismo dell’Occidente liberal-atlantista, ignorando le gravi conseguenze per la sua gente.

Diego Fusaro

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