L’occupazione in Italia è aumentata, come riportato da più fonti ufficiali, tra cui l’ISTAT, e questo è un dato positivo, soprattutto dopo il Covid. Tuttavia, è fondamentale chiedersi se dietro questa crescita si nasconda un’analisi qualitativa che merita attenzione. Sebbene si registri un aumento del lavoro dipendente regolare, il cambiamento nasconde problematiche significative legate al ricambio generazionale e alla qualità della forza lavoro.
L’occupazione dipendente regolare ha visto un incremento notevole, con una forte riduzione del lavoro irregolare. Questo trend ha però avuto un impatto soprattutto nelle fasce di età più anziane, in particolare gli over 55, a seguito delle riforme pensionistiche. Questo fenomeno, sebbene positivo da un punto di vista numerico, evidenzia una difficoltà di ricambio generazionale che potrebbe creare un vuoto di forza lavoro giovanile nel medio-lungo periodo, un problema che andrà affrontato con urgenza.
A partire dal 2021, la congiuntura economica ha contribuito all’aumento dei costi di beni intermedi come l’energia, ma anche dei macchinari, spingendo le micro-imprese a ridurre l’uso del capitale e aumentare l’utilizzo della forza lavoro. A ciò si aggiunge il cambiamento del reddito di cittadinanza, che ha portato alla riemersione di lavori precedentemente sommersi, facendo tornare in “bianco” una parte di quel lavoro che in passato era sotto la luce del nero. Se da un lato questo può sembrare positivo, dall’altro nasconde un aumento dei lavori a basso valore aggiunto, che non risolvono il problema qualitativo.
Sebbene alcuni settori abbiano visto una crescita impetuosa, come quello delle costruzioni edili e dei servizi di base, che sono caratterizzati da un basso valore aggiunto e un costo del lavoro in termini di salario reale più basso, altri comparti più avanzati, come quello tecnologico e i servizi sanitari avanzati, stanno vivendo una carenza di professionisti qualificati. La domanda di informatici, ingegneri e altre figure strategiche è in continua crescita, ma la difficoltà nel reperire questi talenti sta creando disuguaglianze nei salari e nelle opportunità di crescita per le aziende.
Nonostante i numeri ufficiali parlino di un aumento dell’occupazione, la realtà quotidiana degli imprenditori è ben diversa. Parlando con gli imprenditori, emerge una realtà in cui la difficoltà di trovare forza lavoro è una costante, soprattutto nei settori più tradizionali come quelli manifatturieri e nei servizi commerciali. La domanda di giovani lavoratori è alta, ma la risposta del mercato è insufficiente, con le imprese che non riescono a reperire il personale necessario, creando un disallineamento tra l’offerta formativa e le necessità del mercato.
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