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Una terapia rivoluzionaria per curare il cancro arriva dalla Germania e potrebbe cambiare tutto

A Dresda, nel centro OncoRay, si sta lavorando a qualcosa che potrebbe cambiare il modo in cui curiamo alcuni tumori oggi considerati tra i più difficili da trattare. L’idea è semplice nella teoria, complesso nella pratica: combinare protonterapia e risonanza magnetica in tempo reale

Una nuova frontiera nella cura dei tumori

Significa poter colpire il tumore mentre lo si vede, seguendo i suoi movimenti interni, senza ritardi e senza margini di errore. Il professor Aswin Louis Hofmann, che guida il progetto, lo sintetizza così: “L’obiettivo finale è sviluppare un sistema altamente innovativo per la radioterapia ad alta precisione con prototerapia combinata alla risonanza magnetica in tempo reale”. Una visione che punta a evitare quello che oggi ancora accade: colpire senza vedere esattamente, in ogni istante, dove si trova la neoplasia.

Quando il tumore si muove, e la cura deve seguirlo

Alcune neoplasie non stanno ferme. Polmoni, pancreas, prostata, fegato: tessuti molli che si muovono continuamente per respirazione o attività fisiologica. Colpirli con precisione millimetrica è complesso, e spesso si sacrifica parte del tessuto sano pur di non mancare il bersaglio. Hofmann chiarisce perché questa integrazione tecnologica è rivoluzionaria: “Diventerà infatti un modo per visualizzare e curare i tumori in tempo reale”. Non esistono oggi sistemi che permettano una radioterapia con immagini live senza esposizione a raggi X. Anche i dispositivi ibridi già in uso hanno limiti: “Potremmo dire che protonterapia e risonanza magnetica sono magneticamente allergiche l’una all’altra, ma noi abbiamo trovato un modo di farle funzionare insieme”, dice il professore. Ed è questo il cuore dell’innovazione.

Dal laboratorio ai pazienti: chi potrà beneficiarne

Se la tecnologia manterrà ciò che promette, l’impatto sarà enorme. Ogni anno in Europa vengono diagnosticati circa 4 milioni di casi di tumore. Circa la metà riceve radioterapia. Ma solo l’1% accede oggi alla protonterapia, pur essendo stimato che almeno il 10% potrebbe trarne un beneficio decisivo. È lo stesso Hofmann a sottolinearlo: “Almeno 200.000 pazienti europei all’anno potrebbero beneficiare enormemente di queste cure quando il sistema sarà pienamente operativo”.
Non si tratta solo di aumentare l’accesso, ma di ridurre effetti collaterali, salvare più tessuto sano, migliorare la qualità di vita.

Una collaborazione che parla europeo

Il progetto non nasce in un laboratorio isolato, ma da una collaborazione tra ricerca e industria, tra Germania e Italia. La partnership con ASG Superconductors, attiva dal 2017, è uno dei motivi per cui lo sviluppo è stato possibile. “Solo combinando esperienza medica e industriale si può portare reale innovazione”, afferma Hofmann. Il sistema prototipale esiste già, anche se per ora consente immagini precise prima e dopo il trattamento. La piena operatività, con immagini live, è attesa entro 4-5 anni. Un tempo breve, se rapportato al cambio di paradigma che comporta.

Redazione

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