Maxi manifestazione contro l’immigrazione irregolare a Londra: “We want our country back”. I media principali minimizzano o etichettano la protesta.
“100 mila persone”, dicono i principali media di informazione. Quasi un milione o più, dicono forze dell’ordine e organizzatori. Dalle immagini dall’alto si è visto, il 13 settembre, un fiume di persone passare sopra al ponte di Westminster, davanti al Big Ben. La bandiere britanniche erano ovunque nel corteo “Unite the Kingdom”, organizzato da Tommy Robinson, da tempo avversato dalla stampa inglese soprattutto dopo il suo impegno nelle inchieste sugli stupri commessi da gang pachistane. Parliamo dello scandalo delle “grooming gangs“. Inizialmente banalizzato come un tema razzista, anche il governo Starmer è stato poi costretto ad affrontarlo pubblicamente.
La manifestazione è stata indicata da alcuni organi di stampa come una protesta di “ultradestra”, di “estrema destra” e “razzista”. Ma la questione dell’immigrazione irregolare è da tempo molto sentita dalla popolazione britannica. “Solo da noi siamo tutti sereni e tranquilli”, commenta Alberto Contri in diretta ai nostri microfoni.
Ascolta il suo intervento a Un Giorno Speciale.
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