La vicenda dell’arresto di Graham Linehan, sceneggiatore irlandese noto per serie di culto come Father Ted e The IT Crowd, ha scatenato un’ondata di polemiche nel Regno Unito e non solo. Fermato all’aeroporto di Heathrow per alcuni tweet giudicati transfobici, Linehan è stato rilasciato su cauzione con il divieto di usare i social. Un caso che, secondo il corrispondente di TGCom24 Leonardo Panetta, racconta molto della nuova stretta britannica su satira, libertà di espressione e “politicamente corretto”.
“Linehan tornava dagli Stati Uniti e appena atterrato a Heathrow si è trovato davanti tre agenti di polizia che lo hanno accompagnato in una stanza notificandogli l’arresto“, spiega Panetta. La contestazione riguarda tre post pubblicati su X, tra cui una frase provocatoria: “Se un uomo si identifica come donna ed entra in uno spazio riservato alle donne, fate una scena, chiamate la polizia e se non basta colpitelo ai genitali“. Dichiarazioni che Linehan ha definito “un serio punto espresso con ironia“, ma che per le autorità britanniche hanno rappresentato un incitamento alla violenza.
Per Panetta il caso non è isolato: “C’è una stretta molto forte sui social e chiaramente in questo caso ha assunto una dimensione polemica, perché questo scrittore è molto seguito”. L’inviato ricorda come il Regno Unito, patria di comici dissacranti come i Monty Python e di un umorismo nero tradizionalmente pungente, stia oggi vivendo “un’epoca politicamente corretta in cui un certo tipo di ironia non ha più spazio”.
“Una serie come Little Britain, che prendeva in giro di tutto e di tutti, oggi non potrebbe più andare in onda”, osserva Panetta. “Quello che un tempo era il sarcasmo tipico inglese, capace anche di esorcizzare i tabù, oggi rischia di essere soffocato“. Il giornalista sottolinea come la libertà creativa sembri sempre più ridotta: “Si chiude lo spazio al dialogo con l’ironia, e il risultato è che comici e scrittori finiscono marginalizzati o addirittura perseguiti“.
L’arresto di Linehan, conclude Panetta, apre una riflessione più ampia: “È una conclusione facile ma purtroppo un po’ così: Orwell era inglese e immaginava il 1984 con la psicopolizia, e questo un po’ lo fa pensare”. Il corrispondente sottolinea la sproporzione tra l’azione rapida contro un tweet e la lentezza con cui vengono affrontati crimini ben più gravi: “Mi fa strano che in un paese dove per anni bande di immigrati hanno stuprato donne senza che ci fosse una reazione tempestiva, si agisca immediatamente contro chi ha fatto dei post ironici“.
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