Diceva il filosofo stoico Lucio Anneo Seneca che la verità, anche se sommersa, presto o tardi viene a galla. Ed è ciò che sta in effetti accadendo con la tragica vicenda palestinese.
Finora l’ordine discorsivo egemonico aveva provato in ogni modo a sostenere incondizionatamente le politiche genocidarie del criminale di guerra Netanyahu. lo giustificava con i ben noti argomenti del diritto di Israele a difendersi e della lotta di Israele contro il terrorismo, diritto di difesa che in realtà giustificava l’aggressione imperialistica da parte di Israele degli stati limitrofi e guerra contro il terrorismo che, di fatto, è indistinguibile dal terrorismo stesso. Chi osava parlare di genocidio veniva ipso facto, silenziato, stigmatizzato e ostracizzato.
Ricorderete senz’altro le parole della senatrice Liliana Segre, che aveva categoricamente detto che non bisognava impiegare la parola genocidio in relazione a Gaza. A dire il vero lo ha ricordato ancora recentemente, perseverando in quello che, a nostro giudizio, è il suo errare.
Adesso però la narrazione è implosa letteralmente e tutti sembrano fare a gara nel riconoscere ciò che, sino a ieri, si adoperavano per nascondere. A Gaza sta avvenendo un vero e proprio massacro genocidario gestito spietatamente da Netanyahu. Netanyahu che, lo ricordiamo, è stato giudicato dal Tribunale Internazionale dell’AIA un criminale di guerra. Perché lo si continua ad appoggiare? Perché l’Occidente, anzi l’Uccidente liberal-atlantista, continua a parteggiare per un criminale di guerra?
La Francia di Macron e il Canada, la Germania di Merz e la Gran Bretagna, perfino lo scrittore israeliano Grossman, adesso riconoscono apertamente che è in atto un genocidio e che è giunto il momento di riconoscere lo Stato palestinese. Meglio tardi che mai, come si suol dire. Intanto, però, sono state cancellate dalla faccia della terra migliaia di persone a Gaza che si sarebbero potute e dovute salvare se solo si fosse riconosciuto apertamente, da subito, ciò che stava vergognosamente facendo Netanyahu; e se lo si fosse prontamente fermato nel suo delirio sanguinario, si sarebbe posto fine a questo orrore.
Solo l’Italia, invero, sembra tergiversare e vergognosamente sostenere che non è ancora il momento per riconoscere lo Stato palestinese. Con ciò, una volta di più, la nostra sventurata Italia si rivela per quello che è: lo zerbino di Usraele, ossia di USA e Israele, il mostro bicefalo dell’imperialismo planetario.
Nulla di nuovo sotto il sole. L’Italia ha purtroppo una ben collaudata storia di subalternità all’imperialismo a stelle strisce e ora anche a quello di Israele.
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