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Attualità

Da Bruxelles un nuovo piano per chiederci ancora più soldi: ci mancava soltanto il “fondo Draghi”

La Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha annunciato un nuovo quadro finanziario pluriennale da 2.000 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è quello di modernizzare il bilancio per affrontare nuove crisi o priorità. Ma quali priorità? Quelle che interessano a loro, evidentemente.

Il nuovo piano, infatti, prevede un massiccio spostamento di fondi dalla politica regionale e agricola verso (guarda caso) i settori della decarbonizzazione e innovazione.

Innovazione vera: altro che slogan

A proposito di innovazione, vi segnalo qualcosa di serio: la mia ultima pubblicazione scientifica, edita da Eurilink University Press, intitolata “Intelligenza artificiale e mondo delle professioni”.
Questa sì che è innovazione concreta, non slogan vuoti.

Von der leyen, altro che fondi UE! In realtà sono soldi nostri

Ma torniamo a questi pazzi. Il bilancio prevede un incremento degli impegni di spesa. Ma attenzione! Gran parte di questo aumento serve a ripagare il debito del Next Generation EU. Lo capite ora perché vi dico sempre che i fondi europei non esistono?
I prestiti li ha fatti l’Unione Europea, ma li rimborsiamo noi. Con i nostri soldi. Così forse è un po’ più chiaro…

Agricoltura ridimensionata, priorità a decarbonizzazione, spazio e… guerra

Nonostante i tagli previsti rispetto al bilancio attuale, viene comunque garantito un minimo di 300 miliardi di euro per i pagamenti diretti agli agricoltori.
In compenso, si introducono nuovi meccanismi di prestito, fondi di crisi, e nasce un Fondo per la competitività, soprannominato “Fondo Draghi”. Le priorità?

  • Decarbonizzazione
  • Digitale
  • Biotech
  • Spazio
  • …e guerra – perché io la parola “difesa” non la voglio sentire. E, ovviamente, si promuove la preferenza europea nell’attribuzione dei fondi.

Per la politica estera, i fondi UE andranno in Africa subsahariana, Nord Africa e Medio Oriente, principalmente per frenare le partenze dei migranti, come dicono loro.

Per quanto riguarda l’Ucraina, sono previsti 100 miliardi di euro per resilienza (questa parola ormai abusata da dieci anni) e ricostruzione, tramite una cosiddetta “facility ucraina”, probabilmente fuori dal bilancio generale.

In teoria, tutto questo dovrebbe dare una visione d’insieme. Ma alla fine si tratta sempre di 27 liste di spesa scollegate, ognuna con le proprie priorità. Nulla di nuovo sotto il sole.

Valerio Malvezzi

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