Attualità

OMS, colpo di scena made in Italy ▷“Una picconata al cuore di Big Pharma” | Con Raffaella Regoli

Con una lettera firmata il 18 luglio 2025 dal ministro della Salute Orazio Schillaci, l’Italia ha comunicato ufficialmente all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il rifiuto totale degli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI). Una decisione che segue quella già annunciata dagli Stati Uniti, dall’Austria e da altri Paesi, tutti contrari al piano che avrebbe introdotto norme vincolanti per la gestione delle emergenze sanitarie globali.

Questi emendamenti – previsti per entrare in vigore il 19 settembre 2025 – avrebbero consentito all’OMS di dichiarare emergenze sanitarie internazionali anche senza il consenso dei singoli Stati, imponendo linee guida, restrizioni e protocolli obbligatori. In gioco non c’era solo la gestione delle future pandemie, ma anche l’introduzione di organismi sovranazionali e strumenti come il “green pass globale”, con richieste di vaccinazioni forzate o quarantene obbligatorie per i viaggiatori.

Il governo italiano, seguendo l’esempio americano, ha detto no in nome della sovranità nazionale e della tutela della libertà dei cittadini. Le modifiche, ha dichiarato Schillaci, avrebbero “ostacolato indebitamente il nostro diritto sovrano di elaborare la politica sanitaria nazionale”.

Italia, Raffaella Regoli: “Altro che OMS, una picconata al Ministero della Verità

Tra le voci più entusiaste di questo risultato c’è quella di Raffaella Regoli, giornalista, autrice del libro “I Padroni dell’OMS”, e da sempre in prima linea nella denuncia dell’ingerenza dell’organismo sanitario internazionale.

Intervenuta su “Un Giorno Speciale”, Regoli ha definito la decisione dell’Italia “un risultato clamoroso” e un chiaro segnale di resistenza popolare contro l’avanzata delle lobby sanitarie globali. “Noi tutti insieme – ha detto – abbiamo dato una picconata, anzi una bella picconata al Ministero della Verità, in cui si è trasformato l’OMS”.

L’Italia ha fatto bene: “L’OMS è al servizio delle lobby, non della salute pubblica”

Per la giornalista, i nuovi emendamenti nascondevano un vero e proprio tentativo di trasferire il potere decisionale dagli Stati all’OMS, ormai – secondo lei – “controllata per l’85% da interessi privati, in primis Big Pharma”.

“Gli emendamenti non erano altro che una trasposizione furbesca delle clausole più controverse del trattato pandemico, travasate nel regolamento sanitario internazionale perché così non avevano bisogno di approvazione parlamentare. Se non li avessimo rifiutati, sarebbero entrati in vigore automaticamente il 19 settembre, senza nemmeno passare per il popolo”.

Un’operazione silenziosa e potenzialmente devastante, che – secondo Regoli – avrebbe potuto portare a “obblighi sanitari, confinamenti, vaccinazioni forzate, tutto in nome della cosiddetta sicurezza”. Il rischio? “Toglierci la sovranità, pezzo dopo pezzo”.

“Abbiamo esercitato il nostro diritto di resistenza”

Quella che la giornalista definisce “una vittoria del popolo” è frutto del lavoro coordinato tra associazioni, attivisti e una parte della politica. Il Comitato per il No agli emendamenti del RSI, guidato dalla dottoressa Teodori, è stato fondamentale nel portare avanti una battaglia spesso ignorata dai media mainstream.

“È stato un lavoro immenso, ma alla fine il risultato è arrivato. E non solo in Italia. Anche l’Austria ha detto NO, affermando che quelle modifiche violano i diritti costituzionali. Gli Stati Uniti hanno fatto lo stesso. Questo è un segnale fortissimo: il sistema non è invincibile”.

Vaccinazioni forzate, green pass globale e quarantene obbligatorie: ecco cosa prevedevano gli emendamenti

Tra i punti più controversi del regolamento vi era la possibilità per gli Stati di obbligare i viaggiatori a sottoporsi a vaccinazioni o altre profilassi, anche senza il loro consenso, pena l’imposizione di misure coercitive come la quarantena.

“Pensate dove l’avevano infilato – ha raccontato la Regoli – nell’allegato 1, parte B, modifica dell’articolo 15: se un viaggiatore non accetta la profilassi, può essere obbligato a sottoporsi a misure sanitarie coercitive. È una violazione diretta del Codice di Norimberga!”.

“Il sistema sta crollando, e noi lo stiamo colpendo al cuore”

Per la Regoli, dietro le pressioni dell’OMS ci sono le grandi case farmaceutiche, ma anche i fondi di investimento come BlackRock, che – sostiene – “detengono il debito pubblico degli Stati e li tengono per le palle”.

Una grande battaglia culturale e politica, che secondo lei ha colpito al cuore il “ministero della verità”, e ha fatto vacillare la narrazione ufficiale. “Basta con queste veline, con queste verità farlocche. Per la nostra salute, sì… ma solo per alimentare il loro potere e il loro business”.

Fabio Duranti

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