Dico spesso che c’è una distanza abissale tra la politica e l’economia. Questa distanza si sta allungando. Io sono a Roma, oggi devo fare esame in università. Mi accorgo che i mondi nei quali noi facciamo i convegni, i mondi nei quali noi facciamo congressi, i mondi nei quali noi parliamo di politica, sono sempre più lontani dal mondo della piccola, media e microimpresa italiana.
Io faccio consulenza spesso a piccole e medie imprese, faccio consulenza di strategia. Mi accorgo, quando parlo con loro di scelte strategiche, che ormai c’è una profonda delusione nei confronti del mondo politico. C’è un totale distacco, un distacco che riguarda ormai sostanzialmente ogni parte dell’umanità, ogni parte della società, ogni parte della produzione: dagli artigiani ai commercianti, dalle persone che lavorano nella produzione alle persone che lavorano nell’agricoltura e nei servizi.
Questo è molto triste perché significa sostanzialmente che le persone non credono più nella politica, nella maggior parte dei casi, e si sono rinchiuse in se stesse nel fare quello che bisogna fare per portare avanti l’azienda.
D’altra parte, in un recente studio è emerso che il costo principale, diciamo, di cui non si tiene conto è proprio il costo della burocrazia. Parliamo tanto dei dazi di Trump, ma ci dimentichiamo di quel dazio interno che si chiama costo della burocrazia italiana.
MALVEZZI QUOTIDIANI – L’ECONOMIA UMANISTICA SPIEGATA BENE CON VALERIO MALVEZZI
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