A margine di un vertice tenutosi in Albania, si erano incontrati informalmente Emmanuel Macron, Keir Starmer, Donald Tusk e Friedrich Merz, insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, contattando telefonicamente anche Donald Trump. L’episodio aveva suscitato polemiche da parte di esponenti politici come Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, che avevano criticato l’assenza della premier Giorgia Meloni.
Tuttavia, nella giornata di ieri, è stata proprio Giorgia Meloni (descritta da alcuni come isolata) a ospitare a Palazzo Chigi un vertice di alto profilo con rappresentanti di Stati Uniti e Unione Europea: il vicepresidente americano JD Vance e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Un incontro rilevante che, pur non cancellando del tutto le tensioni tra le parti, ha visto l’Italia giocare un ruolo costruttivo e positivo.
Da notare anche che Vance ha elogiato Meloni utilizzando proprio l’espressione – quella del “ponte tra Europa e Stati Uniti” – che in passato era stata oggetto di scherno da parte di alcuni ambienti della sinistra. Un riconoscimento che oggi suona come una rivincita politica per la Premier.
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