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Roma, Boniek: “Gasperini? Non mi convince: ecco perché”

Nelle ultime ore, in casa Roma, è tornato fortemente in auge il nome di Gasperini come possibile nuovo allenatore dopo Claudio Ranieri. Come riportato anche dal direttore Ilario Di Giovambattista, l’attuale tecnico della Dea sarebbe molto vicino a sedere sulla panchina giallorossa:

“Ci sono stati tanti depistaggi, se non bugie. Questo nome l’abbiamo già fatto: ma allo stato attuale, abbiamo moltissime ragioni di credere che Giampiero Gasperini sarà il nuovo allenatore della Roma. Da quello che ci risulta, il tecnico avrebbe comunicato il desiderio di separarsi, vista l’impossibilità di raggiungere traguardi migliori di quanto già fatto. I giallorossi, dunque, tornano su Gasperini. O forse, non lo hanno mai mollato…“.

Ma come era inevitabile aspettarsi, l’indiscrezione ha diviso in maniera netta le opinioni della piazza. C’è chi lo accoglierebbe di buon grado; e chi invece l’esatto opposto, dati l’atteggiamento e le parole spesso discutibili di Gasperini nei confronti di Roma e della Roma. In diretta su Radio Radio Mattino – Sport e News, l’ex vicepresidente della UEFA Zbigniew Boniek ha detto la sua sul possibile arrivo dell’atalantino, non nascondendo le sue perplessità su quelle che potrebbero essere le problematiche ambientali.

Roma, Boniek: “Gasperini? Mi piace, è uno tosto. Ma non so come possa essere accolto dall’ambiente…”

“Gasperini alla Roma? Sicuramente è uno che, ovunque sia andato, ha fatto bene. È un tecnico tosto, con idee chiare. Però, giudicare un’eventuale esperienza a Roma non è semplice, soprattutto se il nome esce così all’improvviso. Non so dire con precisione come potrebbe essere accolto né quanto riuscirebbe a incidere in un ambiente che conosciamo bene per la sua particolarità.”

Sulle difficoltà ambientali: “Roma è una piazza esigente, non tanto perché non si dia spazio agli allenatori – anzi, se uno è capace, l’opportunità la trova. Ma è un contesto carico di ambizione, con tifosi straordinari: ogni domenica ci sono in 60.000 allo stadio, pronti a sostenere la squadra e ad aspettarsi dei risultati concreti. La pressione è alta, e questo rende il lavoro più complicato. Ma al tempo stesso Roma è una piazza straordinaria, che ti abbraccia se riesci a far bene. È un ambiente coinvolgente, ma anche molto esposto, dove si parla tanto, dove ci sono tante voci, tante radio, e una discussione continua. Affrontare una realtà del genere non è affatto facile. Servono personalità, competenza e la capacità di reggere l’urto di un contesto così carico di aspettative.”

Ilario Di Giovambattista

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