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Attualità

OMS, chi comanda davvero la salute globale? L’Italia rischia di perdere il controllo | Renate Holzeisen

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già contestata dagli Stati Uniti e protagonista di diverse figuracce a livello internazionale, continua a voler assumere un ruolo dominante nella gestione della nostra salute. Un controllo che, di fatto, si tradurrebbe in un potere diretto sul nostro corpo e, di conseguenza, sulla nostra vita. In altre parole, l’obiettivo sembra essere quello di governare attraverso la salute.

Dopo le ultime notizie, in particolare quelle relative alla stesura del “Trattato Pandemico”, la situazione sembra ancora più critica e controversa. In diretta su un “UN GIORNO SPECIALE“, l’avvocato Renate Holzeisen è entrata nel dettaglio dell’argomento, evidenziando quelle che potrebbero essere le conseguenze per il nostro paese in caso di una futura nuova pandemia. Il suo intervento:

Due strumenti contrattuali sotto esame

Per chiarezza, è necessario distinguere tra due strumenti contrattuali attualmente promossi sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sia dall’Unione Europea. Il primo è il cosiddetto trattato pandemico, su cui ha votato recentemente l’Assemblea Mondiale della Sanità. In quell’occasione, la Repubblica Italiana si è astenuta, lasciando quindi aperta la possibilità di non ratificare l’accordo.

OMS: Le modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale

Ben più preoccupanti, però, sono le modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI), che costituiscono la base operativa del trattato pandemico. Su questo punto, purtroppo, non si discute quasi mai, e ciò è motivo di forte preoccupazione. Se l’Italia non rigetta esplicitamente tali modifiche – approvate per consenso il 1° giugno dell’anno scorso senza verbale ufficiale né votazioni registrate – esse entreranno automaticamente in vigore e diventeranno obbligatorie anche per l’Italia, senza necessità di ratifica parlamentare. Questa è la grande differenza rispetto al trattato pandemico.

Cosa prevedono le modifiche

Le modifiche prevedono un rafforzamento dei poteri del Direttore Generale dell’OMS, che potrà dichiarare una pandemia anche sulla base di un semplice cluster di casi di una presunta malattia respiratoria acuta grave di origine sconosciuta. Sarà lui, in modo discrezionale, a definire la gravità. Questo tipo di formulazione, come abbiamo già sperimentato con il SARS-CoV-2, è altamente allarmante.

A ciò si aggiunge un aspetto economico cruciale: l’80% dei finanziamenti dell’OMS non proviene dagli Stati membri, ma da soggetti privati, come la Bill e Melinda Gates Foundation. Questi sponsor indicano esplicitamente come devono essere utilizzati i fondi, e molti di essi operano direttamente nel settore della produzione di vaccini.

OMS – Il ruolo dell’Unione Europea

Già nel novembre 2022, l’Unione Europea ha adottato anticipatamente i principi di prevenzione, preparazione e risposta, vincolando gli Stati membri a investire massicciamente in vaccini, strumenti diagnostici e nella lotta contro la disinformazione. Quest’ultimo concetto è particolarmente critico, poiché si traduce nel silenziare ogni voce dissidente rispetto alla “verità ufficiale” dell’OMS. Le modifiche al RSI prevedono esplicitamente questo obbligo, che si è già tradotto in passato nel ridimensionamento o ridicolizzazione di scienziati di fama internazionale, come il professor Luc Montagnier, Premio Nobel poi messo ai margini del dibattito.

OMS: Immunità e pericolo democratico

C’è poi un punto estremamente delicato: il Direttore Generale dell’OMS e gli organi dell’OMS godono di totale immunità giudiziaria. Non possono essere sottoposti a procedimenti penali e non rispondono legalmente delle loro azioni. Attribuire ulteriori poteri a un’organizzazione completamente al di fuori del nostro sistema giuridico è, a detta di molti, inaccettabile. L’idea che un organismo incontrollabile, finanziato in larga parte da privati, possa determinare la “verità scientifica” a cui si allineano persino le Corti Costituzionali nazionali, rappresenta un grave rischio democratico.

Il silenzio della politica

Nonostante tutto questo, nessuno ne parla. La maggior parte dei parlamentari, anche italiani, ha recentemente votato a favore del trattato pandemico, e l’Unione Europea è fortemente favorevole alle modifiche al RSI. Eppure, proprio queste modifiche sono ancora più rilevanti del trattato pandemico stesso, poiché implicano vere e proprie cessioni di sovranità da parte dello Stato italiano a un’organizzazione immune da qualsiasi controllo giuridico.

Un punto costituzionale

Infine, va sottolineato un possibile profilo di incostituzionalità: l’Italia non può cedere poteri a un’organizzazione non soggetta ad alcun controllo giurisdizionale. Fare ciò significherebbe violare i principi fondamentali del nostro ordinamento. E per questo, concludendo, è fondamentale che l’Italia rigetti con decisione le modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale.

ASCOLTA L’INTERVENTO INTEGRALE SU “UN GIORNO SPECIALE” – CON FABIO DURANTI

Fabio Duranti

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