Milan e Bologna si preparano a giocarsi una posta altissima: non solo la Coppa Italia, ma anche l’accesso all’Europa. Per i rossoneri sarebbe il secondo titolo stagionale dopo la Supercoppa Italiana vinta contro l’Inter in Arabia Saudita, mentre per la squadra di Vincenzo Italiano si tratterebbe di un trionfo storico. Il Bologna, infatti, non alza un trofeo nazionale da 51 anni, considerando che l’ultimo risale proprio alla Coppa Italia del 1974 (escludendo la Coppa Intertoto UEFA vinta nel 1999). Ma al di là al prestigio, il successo cambierebbe anche le dinamiche della corsa a Champions, Europa e Conference League per le altre squadre di Serie A.
Secondo le regole attuali della UEFA, chi trionfa in Coppa Italia si qualifica direttamente per la fase a girone unico dell’Europa League, insieme alla quinta classificata in Serie A (la sesta invece va in Conference League). Questo significa che la Coppa offre un’opportunità alternativa e diretta per accedere all’Europa, anche e soprattutto per chi non riesce a piazzarsi tra le prime sei in campionato. È una prospettiva particolarmente allettante sia per il Milan, che al momento rischia di rimanere a bocca asciutta, sia per il Bologna, che potrebbe coronare una stagione fantastica con un doppio premio: un trofeo e un pass per l’Europa.
Se il Milan dovesse vincere la Coppa Italia, ma chiudere il campionato al di fuori delle prime sei posizioni, si garantirebbe comunque un posto in Europa League, seguendo pedissequamente lo schema descritto sopra. In questo caso, la corsa per la Champions League non subirebbe variazioni, poiché la Coppa non offre accesso diretto al torneo europeo di massimo livello.
L’unico cambiamento concreto, dunque, riguarderebbe i club che stanno lottando per un posto in Europa League e Conference. Allo stato attuale, in caso di vittoria dei rossoneri, l’eventuale sesta classificata perderebbe l’opportunità di accedere all’Europa League, retrocedendo nella terza competizione continentale.
Mentre, qualora i meneghini riuscissero (in queste ultime due giornate, a recuperare terreno e ad arrivare fra le prime sei, il quinto e il sesto posto in classifica varrebbero l’ingresso al secondo torneo UEFA. E in ottica Conference League si scalerebbe di una posizione, accreditando la squadra arrivata settima.
Lo stesso principio si applica anche nel caso in cui il Bologna dovesse vincere. Se i rossoblù alzassero il trofeo e non riuscissero a chiudere la Serie A tra le prime sei, conquisterebbero comunque un posto in Europa League, sottraendolo alla sesta classificata in campionato, che scivolerebbe in Conference League.
Il discorso cambia, ovviamente, se i felsinei dovessero aggiudicarsi il titolo e al tempo stesso classificarsi fra la quarta e la sesta posizione in campionato. Anche in questo caso, a qualificarsi per l’ex Coppa UEFA sarebbero le squadre arrivate quinta e sesta. Mentre, riguardo alla Conference League, il club ad accedere ai turni preliminari sarebbe la settima classificata, scalando quindi di un posto rispetto alla norma generale.
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