“Ah, quindi per Michele Serra al Parlamento Europeo ci dovrebbero stare solo quelli che la pensano come lui?”
Il giornalista di Repubblica e promotore della nota “Piazza per l’Europa” lanciata su Repubblica e andata in scena il 15 marzo, ha commentato le parole del Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini. “La motosega nell’anima”, titola Serra nella rubrica quotidiana sul giornale romano. Il tema? Un’allusione alla nota motosega del presidente argentino Milei citata, in maniera simbolica, dal vice-premier durante il congresso Lega nel quale è stato riconfermato segretario.
Il green fa fatica di questi tempi in Europa. Arrivata la guerra, il tema dell’emergenza climatica ha subìto un drastico deficit di attenzione. Fa fatica poi per le inchieste dei giornali internazionali, che a gennaio e di recente hanno scoperchiato un sistema indebito di lobbying tramite fondi europei. Si parla in questi giorni proprio di un ipotetico dietrofront dell’UE in merito al Green Deal. Lo stesso Salvini l’ha citato durante il suo discorso al congresso Lega.
A proposito di dazi, il Green Deal è, dice Salvini, “quel mega dazio che sta soffocando le nostre imprese: è a Bruxelles il problema delle nostre imprese, è lì che bisogna usare la motosega di Milei e sfoltire“. Michele Serra ha poi criticato duramente le parole del segretario della Lega.
“Vuole usare la motosega contro l’Europa e allora è un sabotatore dell’Europa! Se fossimo in un paese di quelli che piacciono a lui sarebbe trattato come un traditore!”, riassume così Capezzone il commento del giornalista di Repubblica. “E poi fa: ‘Però in Europa possono stare nel Parlamento Europeo anche quelli che sono contro l’Unione!’. E qui ognuno di noi fa un salto sulla sedia. Ah, quindi per Michele Serra al Parlamento Europeo ci dovrebbero stare solo quelli che la pensano come lui, solo quelli che sono favorevoli all’Unione Europea? Cioè, nel magico mondo di Repubblica come funziona? Si fa una specie di preselezione delle candidature? Ma che è? Il meccanismo elettorale all’iraniana in cui c’è una preselezione da parte del regime che stabilisce chi è compatibile con regime e chi no?“.
Ascolta il commento del direttore editoriale di Libero in diretta.
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