Non ha potuto partecipare alla manifestazione contro il riarmo indetta da Giuseppe Conte, ma il professor Alessandro Barbero ha comunque lasciato un videomessaggio dove ha spiegato le ragioni per dire no al riarmo europeo.
“A noi storici spesso chiedono a quale periodo del passato assomiglia la nostra epoca. Purtroppo negli ultimi tempi comincio ad avere sempre di più l’impressione che la nostra epoca assomigli al periodo che ha preceduto la Prima guerra mondiale, nel 1914“.
Così ha spiegato il prof. Alessandro Barbero, storico specializzato in storia del Medioevo e in storia militare, in un video pre-registrato andato in onda alla manifestazione contro il riarmo di Giuseppe Conte.
“Il guaio è che se uno va a vedere da vicino com’era quel mondo – continua nel video Barbero – che assomigliava molto a quello nostro di oggi, non è così strano che poi siano precipitati in una guerra spaventosa. Intanto in quei lunghi anni di pace, parlavano continuamente di guerra o della prossima guerra. Tutte le potenze, Italia compresa, aumentarono le spese militari del 50% in pochi anni nell’illusione di essere più sicuri“, cosa che ha riscontro nella richiesta, sia dell’Europa che di Donald Trump, di aumentare le spese militari.
“Non sono d’accordo“, dice Bonifacio Castellane, giornalista de La Verità, sull’ipotesi che l’Europa sia simile a quella tra il 1910 e il 1914. “Perché allora le aggressioni belliche avevano dei nemici ben precisi. Oggi con chi la facciamo la guerra? Cioè non esistono più reali linee di demarcazione bellica, se non appunto nelle guerre ristrette, nelle guerre regionali“. Secondo Boni Castellane invece oggi l’Europa assomiglia a qualcosa di più preciso.
“Oggi secondo me il punto di riferimento culturale non è tanto l’Europa degli anni dieci. E’ appunto l’Europa dei racconti mitteleuropei, l’Europa di Thomas Paine, l’Europa di Musil: l’Europa della Cacania, cioè di quando l’impero austro-ungarico era al suo collasso, alla sua disgregazione. L’Unione Europea è la Cacania, cioè questo enorme pachiderma erbivoro, che non fa altro che emanare leggi e regolamenti. Non ha un reale potere, non ha un esercito. Anche l’impero austro-ungarico non aveva un esercito: cercava di salvare le sue frontiere, le sue spinte centrifughe ma non ce la faceva mai, perché aveva un esercito troppo debole. Poi cerca di imporre la propria visione del mondo ai propri sudditi attraverso norme, imposizioni folli tra le quali il Green oppure la legge sul Nature Restoration, le leggi contro l’agricoltura. Ecco, queste sì che sono le cose che vanno cambiate“.
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