Negli ultimi giorni i fatti hanno dato seguito alle parole: sono entrati in vigore ufficialmente i dazi imposti da Trump sui prodotti canadesi e messicani (tranne sulle automobili – sospesi per un mese). Quelli sui beni cinesi sono stati addirittura raddoppiati, in un contesto internazionale nel quale le reazioni delle controparti è stato inevitabile.
Pechino ha annunciato dazi reciproci al 10% sulle importazioni di una serie di prodotti americani come soia, sorgo, carne di maiale, manzo, prodotti ittici, frutta, verdura e prodotti lattieri caseari. La decisione arriva in risposta alle tariffe aggiuntive statunitensi al 10% appena entrate in vigore a carico delle importazioni di tutto il made in China.
Immediata anche la reazione del Canada, che tramite le parole del suo primo ministro Justin Trudeau ha confermato la pronta risposta del paese alle misure di Trump: “Se i dazi statunitensi entreranno in vigore, il Canada risponderà a partire da mezzanotte (4 marzo ndr) applicando dazi del 25% su 155 miliardi di dollari di merci statunitensi“.
Le ultime misure protezionistiche continuano a generare più di un timore sia fra i cittadini che fra i principali esponenti politici dell’Unione Europea. Secondo un sondaggio di Euromedia Research, il 55,9% degli italiani si dice preoccupato per le conseguenze delle politiche di Trump sull’economia domestica. In particolare, sono il possibile aumento dei prezzi e il potenziale impatto sul loro potere d’acquisto a generare le maggiori perplessità.
In tal senso, più del 50% dei cittadini dello stivale ritiene fondamentale che l’Unione cerchi, in maniera compatta, di negoziare un accordo vantaggioso con la Casa Bianca. Ma questo, considerando anche le ultime e pesanti frizioni rispetto al tema della guerra in Ucraina, non sembra al momento auspicabile.
Già quasi una settimana fa, il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron aveva dichiarato l’introduzione da parte dell’UE di una serie di dazi reciproci, in particolare su acciaio e alluminio:
“Se i dazi americani vengono confermati, gli europei risponderanno con tariffe reciproche. Poiché dobbiamo proteggerci, dobbiamo anche difenderci” ha osservato il leader transalpino nella conferenza stampa tenutasi a Oporto con il primo ministro portoghese Luis Montenegro. “Non dobbiamo mostrarci in qualche modo deboli di fronte a queste misure“, ha aggiunto.
Macron ha inoltre dichiarato che la questione dei dazi è stata una di quelle da lui sollevate maggiormente nel suo ultimo incontro con Donald Trump, ma si è detto “con pochissime speranze” che la cosa possa essere risolta prossimamente.
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