Nell’ultima puntata de La Torre di Babele su La7, Umberto Galimberti e Corrado Augias hanno affrontato un acceso dibattito sulla guerra. Galimberti ha espresso posizioni forti, sostenendo che “la pace intorpidisce” e che “le armi devono esserci come deterrenza”. Ha criticato i pacifisti, affermando che “la forza è il criterio della relazione fra gli stati” e che i dittatori capiscono solo il linguaggio della forza.
Augias, visibilmente in difficoltà, ha cercato di moderare il discorso, chiedendo a Galimberti se fosse “a favore della guerra”, ma quest’ultimo ha ribadito la necessità di un armamento difensivo. Augias ha rilanciato definendo le parole di Galimberti “terribili”, sottolineando la sua esperienza personale della guerra come bambino.
“Quindi si vis pace para bellum”, incalza il conduttore. Ma il filosofo, “neanche questo, le armi vanno tenute come deterrenza”.
“Ho sentito cosa hanno detto l’altra sera: tanto a morire mica ci vanno loro, ma i giovani“, commenta Marco Rizzo.
Per il coordinatore di Democrazia Sovrana e Popolare “la deriva bellicista a cui stiamo assistendo è una follia, spendiamo in carri armati anziché sviluppare scuole, ospedali, ricerca”. Altro in cui spendere ci sarebbe: “Semmai dobbiamo aumentare il numero di forze dell’ordine per avere più sicurezza. Noi non dobbiamo aver paura della Russia di Putin, dobbiamo aver paura di quelli che ti rapinano sotto casa, quello succede perché il vero pericolo è quello“.
Ascoltate l’intervista VIDEO a Lavori in Corso | 12 marzo 2025
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