Passaggi come “Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario, si forma il nuovo Stato e intorno ad esso la nuova vera democrazia”, o “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista”, o anche “La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso”, e ancora, “La politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria” sono passaggi del manifesto di Ventotene criticato da Giorgia Meloni.
“Questa non è la mia Europa”, ha detto ieri la premier, ma la critica ha suscitato reazioni di indignazione tra i banchi dell’opposizione, che anche in giornata si sono fatti sentire in Senato.
“Se uno dice che i democratici non servono perché occorrono capi che guidino sapendo dove arrivare e che la metodologia democratica sarà un peso morto, queste parole hanno un significato univoco”, ha detto il Senatore Claudio Borghi durante l’odierna seduta in aula, “e se vogliamo dire che l’esercito europeo serve a reprimere il dissenso sono cose che vanno dette, altrimenti perdiamo il senso della realtà”.
Durante l’intervento una sollevazione dai banchi opposti ha messo in difficoltà la presidente dell’assemblea Licia Ronzulli, costretta a richiamare i capigruppo, che però non hanno risposto alle direttive.
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