Featured

Una Juventus d’autore ▷ Lo Scatto

Hanno badato a intasarsi a vicenda i meridiani e i paralleli, le due flotte di Juventus e Inter, segno di reciproco rispetto e di una condivisa intensità, in ragione della quale si alternano la prevalenza territoriale dell’una e dell’altra, ma una padrona definitiva della partita non c’è. Proprio per questo, la partita non è stagnante: a un inizio intenso della Juventus, molto alta in pressing, corrisponde una fase centrale del primo tempo in cui l’Inter apre il gioco sui lati, abbassando ad arte la mediana. La prima frazione termina con un “quasi” da una parte e dall’altra, tra chi si espone e chi riparte, con i guanti di Sommer e di Di Gregorio che sfrigolano sulle occasioni dei vari Kolo Muani, Conceicao, Taremi e compagnia calciante.

Un equilibrio non precario ma aperto agli episodi che le individualità possono generare spedisce gli uomini di Motta e quelli di Inzaghi negli spogliatoi.

Sarebbe lecito pensare che possano essere i nerazzurri a mettere una maggiore pressione sulla partita, nella ripresa, in virtù della fisicità che potrebbe prevalere alla distanza: sui vari condizionali si abbatte invece la fame della Juventus; fame intesa come distruzione sistematica delle linee di passaggio avversarie e conseguenti incursioni bianconere negli ultimi trenta metri.

Sciabola Kolo Muani, fioretto Conceicao: al minuto 74 il francese lungo e dinoccolato protegge la palla in area con una veronica alla quale unisce la forza di resistere a un primo impatto, procurandosi il varco per l’appoggio a Conceicao, sgattaiolato nel frattempo in mezzo alle righe nerazzurre sorprendere Sommer con une carezza rasoterra.

Non è veemente la risposta nerazzurra; sono più numerose la occasioni della Juventus per il raddoppio: l’Inter è ferita, furente ma al tempo stesso smarrita, come evidenzia il fraseggio sfilacciato negli ultimi venti metri.

Con merito Locatelli e compagni portano a casa l’intera posta, dopo l’ultimo tentativo di Thuram, sotto gli occhi finalmente entusiasti della loro gente, che vibra per le occasioni del raddoppio e alla fine esulta, oltre che per il risultato, per il carattere che ha visto nei suoi, compreso un Koopmeiners che si è concesso scampoli di protagonismo.

Paolo Marcacci

Recent Posts

  • Featured

Buonguerrieri: “L’audizione di Speranza in Commissione Covid mi ha stupito profondamente sul lato umano”

Per la gestione della pandemia è stata una settimana densa di passaggi istituzionali. In Commissione…

51 minuti ago
  • Sport

Udinese-Roma, le pagelle del Prof. Paolo Marcacci

UDINESE - ROMA, LE PAGELLE - Gollini 6Non di stima ma di merito, perché la…

56 minuti ago
  • Sport

Udinese-Roma, Luigi Ferrajolo “A Botta Calda” ▷ “Vittoria importante e non scontata”

UDINESE-ROMA - La Roma espugna il Bluenergy Stadium con una vittoria netta e spettacolare. Finisce…

1 ora ago
  • Attualità

“Le piazze sono infiltrate da violenti per coprire il disagio reale” | Con Manlio Dinucci e Giorgio Bianchi

Nel corso di un confronto condotto da Fabio Duranti con il fotoreporter Giorgio Bianchi e…

9 ore ago
  • Video

Manuale per costruire (con successo) una società di guerra | Duranti e Bianchi

Nel 1928 Edward Bernays pubblicava Propaganda, saggio fondativo delle moderne relazioni pubbliche, dedicato alla costruzione…

9 ore ago
  • Attualità

La nuova prova della subalternità italiana alla NATO: l’annuncio di Crosetto sull’Ucraina

Desidero richiamare pur celermente l'attenzione su alcune considerazioni che recentemente è venuto svolgendo Guido Crosetto,…

10 ore ago