“E’ lui l’uomo dell’anno”, c’era scritto sulla prima pagina di Libero a fine 2024 indicando in maniera provocatoria Mussolini. A seguito della pubblicazioni sono esplose le critiche. Ma ciò che sosteneva Libero era verosimile: nel 2024 l’area semantica del fascismo è stata usata in maniera a dir poco esosa. Si è parlato di un ritorno al ventennio quasi in ogni caso politicamente rilevante a livello mediatico, sia da elettori che da eletti in parlamento.
Quello che però costituisce un rischio paradossale è proprio non saper distinguere più cosa possa essere considerato o meno “fascista”, e quindi abusare del termine per farne l’argomentazione principale dell’opposizione. E’ ciò che sostiene Boni Castellane in diretta. Se tutto richiama fascismo – e nella forbice dell’allarme rientrano sempre più elementi che possono essere in linea generale considerati come elementi di buonsenso – allora si rischia di creare involontariamente un’associazione per cui l’allarme diventa irrilevante (perché applicato a tutto). E per cui idee politiche come la sicurezza o l’importanza di limitare gli sbarchi irregolari (ribadita addirittura dal socialista Starmer) vengono collegate al termine dell’allarme stesso, così legittimato.
Ascolta l’intervento integrale da Stefano Molinari.
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…