L’Unione europea si trova in una posizione delicata dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump sul Green Deal. Il presidente americano, intervenendo al World Economic Forum di Davos, ha definito il Green Deal un “imbroglio” e ha annunciato la sua intenzione di porre fine alle politiche ambientali dell’amministrazione Biden.
Le parole di Trump hanno scosso Bruxelles, che si trova ora a dover difendere la sua ambiziosa agenda verde.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha prontamente risposto ribadendo l’importanza della transizione energetica: “Di questi tempi abbiamo bisogno di buone notizie, e oggi la notizia è che il mondo sta andando più velocemente che mai nella storia verso l’energia pulita”.
Tuttavia, non tutti in Europa sembrano allineati con la posizione di von der Leyen. Il premier polacco Donald Tusk, attuale presidente di turno dell’UE, ha sorprendentemente invitato a una “revisione critica” del Green Deal, sostenendo che alcune regolamentazioni ambientali introdotte negli ultimi anni sarebbero responsabili dei prezzi energetici “proibitivi” che i consumatori e le imprese devono affrontare.
La situazione è ulteriormente complicata dalle minacce di Trump di imporre dazi sui prodotti europei. Il presidente americano ha accusato l’UE di trattare gli Stati Uniti “molto ingiustamente” in ambito commerciale, lamentando le difficoltà nell’esportare prodotti americani in Europa.
Il risultato? “Che se la Cina in tre settimane brucia il carbone che l’UE brucia in un anno, forse dovrebbe venirci il sospetto che noi stiamo dicendo che vogliamo svuotare l’oceano col cucchiaino“.
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