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Ripartono le sirene dell’allarme debito, ma non vi dicono perché c’entra l’Unione Europea

Il debito pubblico italiano ha superato una soglia simbolica, la soglia dei 3.000 miliardi di euro, attestandosi a 3.005 miliardi, generando quindi i soliti allarmi mediatici sulla presunta sostenibilità della finanza pubblica. Tuttavia il dato richiede una lettura più attenta.

L’aumento non rifletterebbe delle spese eccessive, ma una scelta prudente del Ministero dell’Economia, il MEF, che ha emesso dei titoli oltre il fabbisogno del mese, incrementando le disponibilità liquide da 42 a 63 miliardi. Quindi è una scelta precisa. Questa strategia mira a prevenire le emissioni negli ultimi periodi, mese di elevata volatilità di mercati finanziari e il dato netto, al netto delle liquidità disponibili, rimane sopra ai 2.950 miliardi come confermato da Banca Italia.

Inoltre il debito scenderà nuovamente grazie a un avanzo di bilancio e al rimborso di 13 miliardi di Banca Centrale Europea. Circa 650 miliardi di debito sono in mano a Banca Italia, alla Banca Centrale Europea, con un rimborso previsto in circa 8 anni, mentre 96 miliardi di debiti verso la Commissione Europea, principalmente derivanti dal PNRR. Ecco, questo è molto importante che ve lo sottolinei: cioè noi abbiamo una parte di debito in mano a Banca d’Italia, alla Banca Centrale Europea, circa 650 miliardi, ma poi ci sono circa 96 miliardi che noi dobbiamo dare all’Unione Europea.

Ecco, quando quindi sentite qualcuno che dice “i soldi dell’Unione Europea”, sappiate che non sono soldi dell’Unione Europea. Sono debiti che l’Unione Europea ha fatto indebitandosi sui mercati finanziari per creare dei prodotti finanziari per gli Stati membri che poi questi, attraverso per esempio il PNRR, devono rimborsare all’Unione Europea. Perché non è che l’Unione Europea stampi i soldi: l’Unione Europea si indebita e poi dopo noi dobbiamo pagare quel debito, perché quei soldi che ci vengono dati per fare quello che decide l’Unione Europea dobbiamo poi pagarli all’Unione Europea.

Quindi voi capite che non è colpa degli italiani spendaccioni la spiegazione fino al fondo: è il fatto che c’è una posizione politica che ormai è una posizione nella quale il Ministero Economia e Finanze diventa previdente.

Malvezzi Quotidiani – L’economia umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi


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Valerio Malvezzi

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