Nel 2022 finisce il mandato del Presidente libanese Michel Aoun. Dopo dodici tentativi falliti e oltre due anni di assenza politica, finalmente a Beirut si torna a votare. Questa mattina il via alla seduta per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Dopo il ritiro di Suleiman Frangieh (sostenuto da Hezbollah) il candidato favorito, a quanto riporta Il Post, sembra essere il capo dell’esercito Joseph Aoun. Lo stesso è sostenuto dai principali finanziatori del Paese: Stati Uniti e Arabia Saudita.
Nonostante ciò, regna l’ambiguità attorno alla tanto attesa elezione data l’assenza di campagna elettorale, slogan o simili. Va da sé che la stessa elezione sarà un accordo tra leader senza alcuna partecipazione popolare.
I disordini degli ultimi anni hanno radici profonde, da un lato Hezbollah (gruppo paramilitare/politico e alleati) dall’altro gli oppositori hanno generato guerre e dissensi. L’ultimo scontro con Israele sembra però aver risvegliato una sorta di spirito ‘patriottico’ all’interno del caos generale e, con l’indebolimento dello stesso gruppo paramilitare e la perdita del leader Nasrallah, un accordo trasversale sembra l’unica possibile via di riuscita nel ricompattare il paese e non cedere alle pressioni israeliane.
Infatti l’elezione del nuovo Presidente libanese rappresenterebbe un primo passo verso il cessate il fuoco dopo l’inizio e l’acuirsi del conflitto del 7 ottobre 2023. Un (piccolo) primo passo a fronte di tutto il resto che tutt’ora definisce il Medioriente ancora ‘una polveriera vivente’.
Aggiornamento 09.01.2025 | Ore 13.00
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