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Scordate le pensioni: siamo entrati nell’inverno demografico e vi parlano solo di investire in armi!

Parliamo di “inverno demografico”: non è ovviamente l’inverno climatico, ma è un fattore strettamente legato a un calo dell’innovazione che genera un circolo vizioso che include meno nascite, fuga dei cervelli, minori investimenti e una ridotta capacità innovativa del sistema economico.

L’innovazione, a differenza della mutazione, è intenzionale e mira specifici obiettivi. Il calo della natalità e la fuga di giovani qualificati sono effetti correlati probabilmente alla cultura di scarse prospettive economiche, cioè è ovvio che i giovani escono da una società quando si accorgono che quella società non gli dà più possibilità. L’invecchiamento della popolazione con un sistema previdenziale strutturato sul baby boom, cioè sui vent’anni che vanno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in avanti, e su ipotesi di errate natalità, che ovviamente sono state basate su un’aspettativa di vita limitata, quindi ipotesi del dopoguerra sostanzialmente, si trova ora in difficoltà, con le pensioni che durano in media oltre vent’anni anziché dieci: un aumento di debito pubblico spesso usato per finanziare spesa corrente e non investimenti.

Il terribile scenario a cui andiamo incontro

Lo scenario che è difficile da sostenere è quello che vi sto descrivendo, perché ci sono pochi giovani per sostenere quelli che sono più anziani. Insomma per invertire la rotta è necessario investire, io credo, nella economia umanistica e cioè un’economia che mette l’uomo e non i mercati al centro. E quando io dico questo qualcuno non riflette sul fatto che mettere l’uomo al centro vuol dire mettere al centro la natalità, la durata della vita e la qualità della vita. E allora voi capite che quando da una parte mi si dice che per rinforzare l’economia europea bisogna investire nelle bombe e nei carri armati, io dico che qui stiamo diventando tutti matti.

Soluzioni? Le loro non vi piaceranno

Per sollevare un’economia bisogna investire nei bambini. Per sollevare un’economia bisogna investire nei giovani, per sollevare un’economia bisogna investire nelle spese per gli anziani. Per sollevare un’economia bisogna investire nelle spese per la sanità. Mi sembra di dire delle cose ovvie, ma mi sembra di essere un matto perché dico delle cose che sono l’opposto di quello che dicono tutti i giornali, che ci dicono serenamente che invece investire nelle bombe e nei canoni armati è il toccasana per l’economia europea, in particolare per la Germania che non vende più le automobili. Sì, ma perché abbiamo voluto fare una politica green che ha distrutto la catena automobilistica. Ma ho già detto fin troppo.

Valerio Malvezzi

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