Latino alle medie? Si potrebbe fare, ma con un precisazione che oggi i giornali sembrano evitare di raccontare subito.
Le lezioni di latino saranno facoltative. Lo annuncia il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Pensiamo di reintrodurre opzionalmente elementi di latino già dalle medie, dalla seconda per la precisione“. L’obiettivo? Aprire le porte “a un vasto patrimonio di civiltà e tradizioni; poi rafforziamo la consapevolezza della relazione che lega la lingua italiana a quella latina. E poi c’è il tema, importantissimo, dell’eredità“.
Verrà tagliata fuori geostoria alle superiori, e verrà invece approfondita la storia italiana, insieme alla letteratura e alla mitologia, non solo quella greca ma anche orientale e nordica. In classe si leggeranno anche passi della Bibbia, con lo scopo, dice Valditara, di fornire una comprensione culturale di un testo pilastro della cultura occidentale. Insomma, a scuola torna un’attenzione, affievolitasi nel tempo, alle già presenti materie umanistiche.
La notizia ha sconvolto le opposizioni. Elly Schlein ha commentato così: “Quella di Valditara è un’idea nostalgica che scambia l’autoritarismo con l’autorevolezza, c’è nostalgia delle bacchettate sulla mani“. Sulla prima di Repubblica si titola: “Latino, Bibbia e Storia d’Italia: ecco la scuola nostalgica”. Alla fine del 2014 sulla prima pagina di Repubblica Sera invece si affermava come “Chi studia le lingue classiche ottiene risultati migliori in tutte le materie”. Daniele Capezzone, direttore editoriale di Libero, ha detto la sua in diretta da Francesco Vergovich.
“A me sembrano francamente delle cose di grande buonsenso. Io devo vedere su Repubblica lo storico Francesco Filippi che dice che è la riforma di chi non ascolta i nostri giovani, una classe dirigente incapace di immaginare il futuro e che riscopre vecchi cavalli di battaglia. Professor Filippi, ma che ragionamento è? Scusa, ma sarà meglio leggere un po’ di Seneca? Studiare un po’ di latino? Aprirsi la testa a 11 anni, 12 anni, 13 anni? Oppure che dobbiamo leggere? Le memorie di Fabio Fazio? Cioè non ho capito, noi dobbiamo essere aperti alle altre culture però poi la nostra cultura di riferimento la possiamo prendere, impacchettare e buttarla nel cesso?“.
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