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C’è un virus già troppo diffuso che fa al caso di chi vi vuole costantemente distratti | Duranti e Contri

In questo mondo abbiamo bisogno di essere sempre distratti, di non pensare, perché se pensassimo a certi principi filosofici ci ribelleremmo“.

Fabio Duranti parla del nuovo virus che minaccia l’umanità.
Coinvolge un neurotrasmettitore endogeno piuttosto conosciuto: la dopamina.
Stavolta non c’entra il Covid, né qualsiasi altra pandemia contemporanea. Ciò che attanaglia gli uomini e le donne dell’oggi e del domani esiste da relativamente pochi anni: una decina o qualcosa in più. La dipendenza da internet, o da social network, è classificata come un vero e proprio disturbo che si materializza con diversi sintomi, e che si scompone in vari rami. Si chiama FOMO il sintomo più tipico, “Fear Of Missing Out”: la “paura di essere tagliati fuori”. Quella paura per cui lo stare fuori dai social, anche per un attimo, ci fa percepire un senso di smarrimento, come se, appunto, ci stessimo perdendo qualcosa (un video, un meme, gossip, “dissing”, “notizie”) nel mentre che viviamo la realtà.

Guai a pensare che si tratti di una rarità o di un sintomo estremo per estremi consumatori: provate a “staccare la spina” da quei infiniti reel, o anche dei semplici post, in continuo scorrimento per alcune ore, e potreste percepire del disagio.
Da cosa deriva? Ce lo spiega Alberto Contri in diretta.

Nel mio primo saggio – dice Contri, docente di Comunicazione – racconto come uno psicologo o neurologo spiega qual è il meccanismo di quando rispondiamo a un alert, che sono questi segnali che ti dicono che ti è arrivato un messaggio, che ti è arrivata una mail: noi continuamente rispondiamo perché non possiamo fare a meno di rispondere. Però cosa succede? Che quando rispondiamo a uno di questi segnali è come se il nostro cervello avesse svolto un compito, anche solo la risposta. Nello svolgere un compito, il cervello riceve uno schizzo di dopamina che è l’ormone dell’orgasmo, della felicità, della soddisfazione. Ora, quando sei arrivato a fine giornata tu hai ricevuto 10.000 schizzi di dopamina, ma non hai combinato assolutamente niente, anzi peggio: non sei riuscito a combinare niente perché sei stato continuamente disturbato“.

Questo è il motivo – avverte Contri – per cui è fondamentale ripartire dai più piccoli. Si vedono spesso nei supermercati bambini nel carrello che hanno il cellulare in mano ‘così stanno tranquilli’. Lì, capisci che il danno è già fatto perché li abitui da quando hanno due anni“.

Un Giorno Speciale

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