C’è un pungolo sulle elezioni americane rispetto all’intelligenza artificiale.
“Nelle precedenti c’era il mondo dei social media al centro, prima ancora il web e possiamo andare indietro fino al telegrafo. Questa è stata incentrata sull’intelligenza artificiale, in tantissimi casi è stata il punto di svolta anche critico, problematico perché non tutti i cittadini sono preparati. Entrambi i candidati l’hanno usata, non solo Donald Trump”, così evidenzia in diretta Mario Moroni.
Si è venuto perciò a creare il connubio perfetto tra AI e politica, continua Moroni “quando pensiamo all’AI ci viene in mente in principio a ChatGPT ma da un lato è stata utilizzata per diffondere disinformazione ossia andare a creare contenuti che potessero destabilizzare la platea dei lettori e dall’altro anche propagandistici.
Pensiamo ad esempio all’immagine di Trump che distribuisce patatine al Mc Donald’s, inizialmente sembrava creata con l’AI, la realtà è che probabilmente il comitato elettorale di Trump è andato a edere nei mesi precedenti quali campagne di intelligenza artificiale avessero funzionato di più”.
L’analisi completa in diretta.
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