L’esonero di Daniele De Rossi dalla panchina della Roma ha scosso profondamente l’ambiente giallorosso, segnando una frattura improvvisa e inaspettata tra l’ex capitano e la proprietà Friedkin.
La decisione di sollevare De Rossi dall’incarico è arrivata come un fulmine a ciel sereno, dopo appena 4 giornate di campionato in cui la Roma ha raccolto 3 pareggi e una sconfitta. Nonostante il rinnovo triennale firmato solo pochi mesi fa, i Friedkin hanno optato per un cambio repentino alla guida tecnica.
Alla base dell’esonero sembrano esserci diverse ragioni, tra cui i risultati deludenti in questo avvio di stagione, ma anche le divergenze sulla gestione di alcuni giocatori, in particolare Paulo Dybala e Nicola Zalewski.
Ma più passa il tempo e più sembra che il campo, con la frattura al momento insanabile tra i Friedkin e DDR, c’entri poco: “Voci di corridoio dicono che i Friedkin avrebbero ascoltato audio in cui DDR ne parla malissimo”, riferisce il direttore Ilario Di Giovambattista; “Il campo non c’entra assolutamente niente. Quando è andato via De Rossi Gasperini aveva un punto in più e Palladino gli stessi punti.
De Rossi aveva già avuto discussioni pesanti partite dal mercato, soprattutto dopo la permanenza di Dybala ci sono state liti pesantissime. Per me la frattura è per questioni extracalcio”, aggiunge Enrico Camelio.
Il focus a ‘Radio Radio lo Sport’ è nel VIDEO | 12 novembre 2024
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