Carlo Calenda ha espresso delle dure critiche all’audizione del CEO di Stellantis, Carlos Tavares, sottolineando come l’intervento sia stato poco chiaro e privo di soluzioni concrete per l’industria automobilistica.
Secondo Calenda, la Commissione Europea ha imposto un passaggio accelerato all’elettrico, spaventando i produttori con delle multe per il mancato rispetto dei target sulle emissioni fissate per il 2025. Tuttavia il mercato non ha risposto come previsto. Attualmente solo il 15% delle auto vendute in Europa è elettrico e circa il 20% dei proprietari di veicoli elettrici preferirebbe tornare ai motori a combustione interna.
Tavares ha ribadito la sua opposizione alla revisione delle scadenze sull’elettrico, sostenendo che Stellantis ha già investito nelle piattaforme necessarie, principalmente in Francia, e non vuole fare ulteriori investimenti. La sua richiesta al governo italiano è di sostenere il consumatore con incentivi fino a 14.000 euro per auto elettrica, un costo che, secondo Calenda, nessun governo può permettersi su larga scala.
Calenda ha anche criticato lo spostamento della produzione di modelli simbolici italiani, come la Panda e l’Alfa Romeo, in paesi come Algeria e Polonia, e ha evidenziato il calo della produzione a Mirafiori con un crollo dell’83%. Nonostante Stellantis abbia ricevuto 2,2 miliardi di euro in fondi pubblici, i benefici per l’industria italiana sono stati minimi, alimentando preoccupazioni sulla tenuta del settore in Italia.
Insomma, ironia della sorte, stiamo correndo verso un futuro green che rischia di lasciarci senza un’industria automobilistica.
Il punto è il fatto che molti anni fa, parliamo di un quarto di secolo fa, mi occupavo in commissioni parlamentari del tema degli aiuti di Stato, all’epoca si parlava proprio della nascente Unione Europea e dell’adozione dell’Euro.
Ebbene, a distanza di tanti anni mi sono convinto che il vero liberismo non è quello paventato da coloro che ci controllano, che poi danno aiuti di Stato per portare l’economia dove vogliono loro, ma il vero liberismo è invece quello che consente alle imprese di prendere le decisioni che sono corrette. Sul mercato, in un mercato corretto, le decisioni sono sempre quelle dettate dal legame tra domanda e offerta. Quindi la migliore soluzione sarebbe quella di lasciare al mercato il compito di fare quello che il mercato desidera.
Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi
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