Molto rumore per nulla? Non diremmo, visti i contenuti e vista la tempra caratteriale evidenziata da un’Inter che, anche attraverso la visita a reti bianche a Casa Guardiola, si mostra cresciuta a livello mentale, per come sa essere pericolosa e anche per come sa soffrire. Se è vero che Sommer e compagni hanno dovuto arroccarsi attorno al fortino nel finale, è altrettanto indiscutibile che a tratti hanno generato più di una occasione sulla quale i tifosi nerazzurri possono recriminare.
Esame superato, dopo che in campionato s’era visto qualche vacillamento difensivo e la situazione di Lautaro aveva generato qualche inquietudine.
Ottima prestazione di Taremi, schierato titolare al posto di Lautaro – entrato nella ripresa -, ma in generale di tutta l’Inter, dunque, entrata in modo giusto e con la personalità per andare oltre, ben oltre, un tatticismo semplicemente accorto e guardingo.
Un’iniezione di autostima con il derby meneghino alle porte e con Haaland, mattatore di inizio stagione in Premier, ridotto a una sola conclusione e a dover alla fine sorridere assieme ad Acerbi per le carezze di quest’ultimo.
Paolo Marcacci
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