L’Europa è in crisi? Da un particolare punto di vista la situazione si fa difficile.
Sull’immigrazione molto si è detto nelle ultime settimane in Regno Unito. A seguito dell’accoltellamento di tre bambine a Southport, il Paese è andato in subbuglio, tra proteste e arresti per la rabbia riversatasi nelle strade. Questo perché l’accusato è Axel Rudakubana, 17enne nato a Cardiff da genitori ruandesi. Una tragedia attribuita dai manifestanti alla malagestione dell’immigrazione nel Regno Unito e in Europa.
Di risposta, dopo le proteste arrivano le manifestazioni contro un presunto razzismo, il quale, con le misure del Governo Starmer, è stato affrontato anche sui social tramite provvedimenti verso chi, secondo le autorità, avrebbe incoraggiato il fenomeno.
Tragedia a parte, il discorso migrazione si fa inevitabilmente complesso quando si parla di demografia.
E la bassissima natalità italiana fa riflettere. “È sicuramente un quadro estremamente critico”, diceva Magdi Cristiano Allam intervistato da Francesco Borgonovo lo scorso ottobre. “Evidenzia che siamo una civiltà decaduta, siamo uno Stato collassato e siamo soprattutto una popolazione condannata all’estinzione per un tracollo demografico senza precedenti. Definire in migrazione quello che oggi sta accadendo è un raggiro linguistico, è un’inganno. Sono stato un immigrato nel 1972 con un progetto di vita per ragioni di studio, non di lavoro, con l’amore per l’Italia, con la determinata volontà di essere parte integrante di una nuova patria. Quello che sta accadendo oggi è tutt’altro: è una auto invasione perché è promossa da un’Europa votata al suicidio con una strategia che è deliberata, pianificata e finanziata”.
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