La rinomata Accademia della Crusca ha nei giorni scorsi duramente preso posizione contro “l’autoritarismo linguistico”, così lo ha apostrofato, e contro l’uso forzato del femminile, degli asterischi e dello schwa.
Si tratta, a nostro giudizio, di una presa di posizione importante, coraggiosa e risoluta, che merita un pur telegrafico e impressionistico commento. Il primo aspetto che non deve passare inosservato riguarda il fatto che la sinistra arcobalenica liberal progressista, nemica di Marx e dei lavoratori, ha da tempo rinunziato alla sacrosanta rivoluzione sociale, politica ed economica per convertirsi alla ridicola rivoluzione ortografica dello schwa e dell’asterisco.
Rivoluzione che, ça va sans dire, nemmeno sfiora il diagramma degli asimmetrici rapporti di forza, e serve anzi in funzione apotropaica, di fatto segnalando come la sinistra sia diventata un fenomeno trash, ciò che da tempo propongo di qualificare come Sinistrash. Voglio ricordare che nel mio libro Sinistrash, scritto alla maniera dantesca come un viaggio nei gironi infernali della sinistra fucsia e post-comunista, un girone è proprio dedicato alla Sinistrash delle rivolte asterischiche e delle rivoluzioni dello schwa.
Quella Sinistrash che, non prendendosi più cura degli ultimi, dei nuovi miserables, degli sconfitti, e anzi adoperandosi con zelo per massacrarli ulteriormente, sposta l’attenzione su rivolte del tutto inessenziali e anzi funzionali allo status quo come la rivolta dell’asterisco o l’insurrezione dello schwa.
In secondo luogo, non deve passare inosservato come le ridicole rivoluzioni dell’asterisco e le altrettanto ridicole insurrezioni dello schwa non promuovano uguaglianza e riconoscimento, come dicono i loro pretoriani. Al contrario, propiziano soltanto lo stupro della lingua italiana mediante l’autoritarismo linguistico giustamente evocato dall’Accademia della Crusca con tono evidentemente critico. Se, come ricordava il filosofo Wittgenstein, i limiti del nostro linguaggio sono i limiti del nostro mondo, ebbene si può ragionevolmente dire che il mondo postmoderno di cui siamo, nostro malgrado, abitatori, sempre più stia diventando simile a una gabbia arcobaleno.
La vera uguaglianza, giova sottolinearlo, si promuove lottando contro il sistema classista del capitalismo globalizzato, non certo con le ridicole riforme dell’asterisco e dello schwa, che anzi producono uno stupro costante della lingua italiana, della nostra cultura, del nostro patrimonio linguistico, e che ipso facto risultano in tutto e per tutto funzionali a quel movimento di disidentificazione, ossia di distruzione delle identità, che è coessenziale al ritmo della globalizzazione neoliberale. Possiamo tranquillamente definirlo anche come nichilismo della forma merce che si fa planetaria.
Sotto questo riguardo, la distruzione delle identità e delle culture, delle lingue e dei costumi dei popoli e delle nazioni è un caposaldo dell’ordine global-capitalistico. Tale caposaldo si sta sviluppando appieno anche con queste ridicole insurrezioni dello Schwa e dell’Asterisco.
Apprezziamo dunque particolarmente la fermissima presa di posizione dispiegata nei giorni scorsi dall’Accademia della Crusca.
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