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“È scandalo: l’UE giudica se stessa sui vaccini” ▷ Ecco il giudice che ha valutato le autorizzazioni

Sui vaccini ancora conflitti nei tribunali di tutto il mondo.
Le due parti sono costituite principalmente da: aziende farmaceutiche, come Pfizer, e istituzioni europee; da Stati, come il Kansas, e avvocati. C’è chi denuncia gli effetti avversi e ipotetiche “distrazioni” su queste da parte di chi i vaccini li ha approvati come sicuri e testati a dovere. Magari “alla velocità della scienza”, come si è detto al Parlamento europeo qualche tempo fa. Eppure tali appelli alla legge sembrano talvolta andare come non ci si aspetterebbe. Così in diretta l’avv. Renate Holzeisen ha raccontato della sentenza del tribunale europeo alla causa intentata dalla stessa nei confronti della Commissione europea.

Su varie basi di calibro prettamente burocratico il tribunale europeo ha rigettato la causa sopracitata, che chiedeva di annullare la decisione di esecuzione della Commissione, la quale, nell’ottobre 2022, ha rilasciato l’autorizzazione all’immissione in commercio del vaccino mRNA Comirnaty contro il Covid-19. Chiedeva inoltre, il ricorso, di annullare la direttiva del 2009 della Commissione europea, che aggiornava una precedente direttiva sui medicinali per terapie avanzate. Proprio su questa l’avv. Holzeisen pone l’attenzione e denuncia.


“I medicinali di terapia genica – si legge nella direttiva – non comprendono i vaccini contro le malattie infettive”.
Un allegato che secondo l’avvocato avrebbe consentito la mancata applicazione di condizioni per l’autorizzazione di Comirnaty, impropriamente, per Holzeisen, definito “vaccino”.

Il tribunale europeo rigetta le richieste del ricorrente, ma qualcosa, denuncia l’avvocato in diretta, pare non tornare.
Tra i giudici della sentenza compare Johannes Laitenberger, relatore ma non solo: fu portavoce proprio del Presidente di quella Commissione europea che approvò la direttiva del 2009 contestata da Holzeisen. Laitenberg fu capo di gabinetto di chi l’aveva elogiato: si era detto “molto fiero” José Barroso, Presidente della Commissione dal 2004 al 2014.

Quando l’ho scoperto – dice Holzeisen – ho chiesto al Presidente del Tribunale di cambiare la composizione del Collegio, perché la nostra controparte in questo procedimento è la Commissione Europea e noi ci vedevamo con il più importante collaboratore funzionario politico della Commissione Europea giusto in quell’anno in cui è stata la emanata la normativa di cui noi chiediamo la disapplicazione.
Hanno risposto non negando i fatti perché sono innegabili, però hanno detto che non costituiva un problema
“.

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