Notizie non rassicuranti quelle di Viktor Orban, promotore di una “missione” di pace diretta a Kiev, a Mosca e a Pechino.
Il premier ungherese ha annunciato solo qualche settimana fa una serie di visite diplomatiche con lo scopo di tentare la formulazione di un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. Spedizione prontamente schernita e bocciata dalle istituzioni europee, che hanno preso freneticamente le distanze. “La visita del primo ministro Viktor Orbán a Mosca – dice l’Alto rappresenante UE, Josep Borrell – si svolge esclusivamente nel quadro delle relazioni bilaterali tra Ungheria e Russia“. Un rifiuto di contatto diplomatico che Orban condanna, mettendo addirittura a rischio “il tradizionale viaggio della Commissione in Ungheria“, annuncia il portavoce di von der Leyen.
Negli ultimi giorni Orban, che è in presidenza di turno al Consiglio europeo, ha concluso i suoi viaggi diretti in Ucraina, Russia e Cina, dove si è confrontato con i rispettivi leader. Intervistato dal quotidiano tedesco Bild, il primo ministro dell’Ungheria ha spiegato la situazione bellica e possibili risvolti molto pericolosi.
“Ritengo che nei prossimi due o tre mesi, fino alle elezioni americane, ciò che accadrà in prima linea sarà molto peggiore di quanto non sia stato finora. Ci sono più armi e i russi si muovono costantemente in avanti. Ho avuto modo di parlare con il presidente ucraino e con il presidente russo, e credetemi: i prossimi due, tre mesi saranno molto più brutali di quanto pensiamo. Se è possibile la pace? Il problema è che voi, come molti politici europei, vorreste ottenere una soluzione immediata al 100%. Non c’è questo tipo di soluzione“.
Ascolta qui l’intervista con i sottotitoli in italiano.
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