Dal raccontare delinquenti o ex criminali al fermare, in diretta, un fenomeno che difficilmente le forze dell’ordine riescono a neutralizzare nell’immediato: quello dei borseggiatori in metropolitana.
Salito alla ribalta proprio grazie a youtuber e blogger, quello dei borseggi in metro è un fenomeno su cui, comunque, siamo riusciti a dividerci. Diverse sono state le critiche al canale “Milano bella da Dio” nel suo momento di massima visibilità: il vigilante da strada non piace, ma il problema di un reato che molto di frequente prende alla sprovvista soprattutto turisti e anziani, resta. Così Simone Cicalone, noto youtuber romano, ha deciso di raccontarlo, anche agendo in prima persona “in flagrante”.
Questo però pare non essere andato giù non solo ad alcuni hater di repertorio per chiunque si esponga sul web, ma anche ad alcune istituzioni.
Con una lettera al Prefetto di Roma Lamberto Giannini, la Cgil ha mostrato tutto il suo disappunto: “Vi scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per le azioni dello youtuber ed ex pugile Simone Cicalone”.
“Le riprese degli ultimi video“, continua la nota, “sono un susseguirsi di comportamenti inaccettabili”. L’accusa è la seguente: “Tutto ciò è inammissibile. Questi video normalizzano violenza e razzismo”.
Il comunicato firmato Natale Di Cola ha subito destato indignazione perfino del partito di governo Fratelli d’Italia. La faida politica però non tocca Cicalone, i cui trascorsi non lo classificano nel colore di un partito: “Non c’è politicizzazione per me, a me non interessa che FdI difenda Cicalone, deve difendere i cittadini“.
Poi continua sul comunicato della CGIL: “Chi ha buonsenso e un po’ di coraggio fa tutti i giorni quello che io faccio per un’ora e mezza a settimana in metro.
Non sono un attivista, ma cerco di arrivare a più persone possibili coi miei video per incentivare le istituzioni. Sono solo il risultato di un problema che non è stato risolto“.
Poi la replica sul razzismo: “Ci sono due extracomunitari in gruppo con noi. Non ne abbiamo mai fatto un problema di nazionalità. Non è un fatto di etnia o di provenienza geografica, ma di criminalità“.
Ascoltate l’intervista da Stefano Molinari | 24 giugno 2024
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