Quando c’è di mezzo la vita, siamo tutti d’accordo. Giusto? Macché.
Un inquietante doppiopesismo si sta diffondendo a suon di battute di tastiera sull’attentato subito dal premier slovacco Robert Fico. Uno che ha posizioni diverse dalla maggior parte dei leader di Stato europei, ma che non per questo diventa una vittima di serie B.
Poi leggiamo i nostri quotidiani: “I colleghi del premier hanno iniziato subito ad attribuire le responsabilità morale e politica del tentato omicidio allo schieramento rivale“, scrive Tonia Mastrobuoni, “cosa che i progressisti fanno regolarmente con tutto“, ribatte il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo.
“Mosca la propaganda è già in moto: “L’Europa russofoba ha colpito“; troviamo su Repubblica sopra l’approfondimento della Mastrobuoni. Questo benché si sappia che l’attentatore è un sostenitore della fazione progressista slovacca. Ancora, sul Corsera, il polacco ultraeuropeista Tusk sbraita: “Io minacciato di morte“, con tanto di titolo enorme. Titoli così su Fico non pervenuti, anzi, su 7, settimanale del venerdì del Corriere, la prima pagina se la prende tutta Orban. Titolo: “L’Europa alla prova dell’est“.
Insomma, l’attentato a Fico non perviene nelle prime pagine. E quando lo fa, sembra quasi che sia colpa sua.
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